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mercoledì, 21 marzo 2007

Album d'esordio per Cecco

CECCO

Dopo essersi fatto notare l'estate scorsa con il singolo "La libertà rmx" e la partecipazione al Festivalbar, Cecco pubblica il suo disco d'esordio. L'album, intitolato "Togamagoga", è stato prodotto dal cantante modenese con Gianni Maroccolo, Roberto Vernetti e Vittorio Cosma. Il primo singolo estratto sarà "I love you", brano realizzato da Cecco con la partecipazione di alcuni musicisti della band di Neffa e dell'Orchestra di Piazza Vittorio.
Tra le canzoni incluse nel disco ci sarà anche una cover prodotta da Cosma e Vernetti di "Viva la campagna", un brano del 1969 di Nino Ferrer.

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venerdì, 16 febbraio 2007

GIARDINI DI MIRÒ VINCONO LA PRIMA
INDIE MUSIC LIKE DEL 2007!
 
 
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Musica & Spettacolo DOPO LA VITTORIA DI MARCO NOTARI NEL 2006 - GIARDINI DI MIRÒ VINCONO LA PRIMA INDIE MUSIC LIKE DEL 2007!

INDIE MUSIC LIKE, SU LADYSILVIA: Torna l’Indie Music Like dei nuovi media indipendenti Italiani, ecco la prima classifica di gradimento del 2007:

in testa I Giardini di Mirò, a seguire Lilith, Ginevra di Marco, Alibia e Numero 6. Ecco i 5 brani e i 5 artisti più graditi dai selezionatori dei New e storici media indie italiani: dalle radio libere alle web radio, dai siti ai blog di nuova musica, dalle tv satellitari alle tv locali d'Italia in quest'inizio 2007.

In testa troviamo Giardini di Mirò – Broken by (Homesleep) lanciatissimo, seguito da Lilith and the Sinnersaints – I need somebody (Alpha South Records), Ginevra Di Marco –Saranta palikaria (Radio fandango), Alibia – I compiti di francese (Compagnia Nuove Indyie) e Numero 6 – “Verso casa” (Eclectic circus/V2 records).

Ecco tutte le altre scelte dal sesto posto:  Pupo con Capone & Bungt Bangt ”Su di noi…..c’era una volta”, Q “Tra i camion”, Alessandro Stefana “Poste e telegrafi blues”, Diabolico Coupè “Immagini”, Montecristo “Shake your bones”, Radiodervish “Tu si na cosa grande”, Ministri “I soldi sono finiti” Luca Bassanese e La popular Ensamble “Canzone di Marta”, Misero Spettacolo “Sur le sky di Parigi”, Marco Notari & Garbo “Un bacio falso”, Andrea Diletti “Mai”, Getrò “Emozioni differenti”, Apres la classe “Vorrei sapere perché”, Rino Ceronti “Olio di gomito”, Casinò Royale “Tutto”, Ottodix “Fuori orario”, Quintorigo “La donna di Frederick”, Modà “Grazie gente”, 70123 “De puglia madre”, Emily W.C.B. “Superba incatenata”Kessler “Teoria del vuoto”, Angelica Sauprel Scutti “Init (Point of view)”, Bobby Soul “Dammi un brivido”, Luca Urbani “Top song”, GianMaria Testa “Trequarti”, Gionata “Niente di nuovo dietro una droga”, Rudy Marra “Trompe l’oil”, Primochef del cosmo “Estasi pura”, Moltheni “L’età migliore”, Muriel “Stagioni”, Fluydo “Amore che vieni amore che vai”, Ghost “Farfallina”, Andrè “Inspiegabilmente”, Ettore Giuradei “Tobia, l’uomo delle stelle”, Kama “Ostello Comunale”, Giulio Casale “Se non hai che l’amore”, Rio “Dimmi”, Povia “T’insegnerò”, Mirage “Dolce sarai”, Moebius “Questione di vento”, Elecktra “I ragazzi della notte”

Questa classifica rappresenta la fotografia di una realtà musicale indie di grande spessore e qualità che spesso fatica ad emergere nel nostro paese sempre più a rischio della globalizzazione e omologazione musicale.

Grazie alla collaborazione di tanti operatori del settore web e radiofonico, prosegue questa iniziativa che si pone l’obiettivo di segnalare la migliore nuova musica italiana incentivando la promozione e la vendita dei cd delle più interessanti produzioni indie “Made in Italy”.

Qui di seguito Vi ricordiamo i vincitori delle precedenti classifiche Indie Music Like del 2006:

1° Indie Music Like (Giugno 2006): Vince "Viva la Vida" di Roy Paci e Aretuska (V2) seguito da "Piove Piano" dei Blume (Pippola Music) e da "Eccomi qua" di Giulio Casale (Artes Records). Insieme, subito dietro i Giuliano Palma & The Blue Beaters con "Black is Black" (V2), "Redemption Song" dei Quintorigo (Venus), "Come together" di Magoni & Spinetti (Radiofandango) e "Ho visto anche degli zingari felici" di Claudio Lolli (Storie di Note). Ex aequo nei primi dieci Super Elastic Bubble Plastic con "Small Rooms" (Red Led Records), Marco Notari di "Vertigini" (Artes) e i Circo Fantasma di "I Knew Jeffrey Lee" (Lain Records). 

2° Indie Music Like (Settembre 2006): Vincono gli Afterhours con "Ballata per la mia piccola iena", davanti ai Folkabbestia con "L'avvelenata" e gli Apres la Classe con "Vorrei sapere perché". Poi fino al decimo posto si possono segnalare, insieme, Giuliano Palma & The Bluebeaters con "Come le viole", Roy Paci con "Viva la vida" che resta nei primi dieci, IG , il progetto di Ivana Gatti e Gianni Maroccolo con "Il linguaggio delle murene", gli Shandon con "Come devo vivere", i Virginiana Miller con "Onda", i Negramaro con Nuvole e lenzuola" e i Numero 6 con "Automatici". 

3° Indie Music Like (Dicembre 2006): In testa troviamo Marco Notari “Automi”, seguito da Giulio Casale “Se non hai che l’amore”, Fiamma Fumana “Onda” , Moltheni “L’età migliore” e Marta sui Tubi “L’abbandono” . Proseguendo dal 6° posto incontriamo Amari “ Suffer with style”, Après la Classe “La luna cadrà”, Virginiana Miller “Dispetto”, Casinò Royale “Prova” per finire con Rosario Di Bella “Invece no” al 10° posto.

Vincitore della classifica generale del 2006 Marco Notari, seguito da Virginiana Miller, Apres La Classe, Blume, Folkabbestia e Giulio Casale.

Per partecipare alla prossima Indie Music Like prevista per fine febbraio è sufficiente inviare la propria playlist (ricordiamo sempre composta da brani di artisti italiani di etichette indipendenti) a andrea@audiocoop.it

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venerdì, 19 gennaio 2007

Cantiere Sonoro 2007 – 8a edizione
Molte le novità e i progetti; i primi appuntamenti di Dialoghi Sonori

Dopo le succulenti anteprime di Massimo Bubola e degli australiani Sodastream, prosegue il percorso 2007 di Cantiere Sonoro. Molte sono le novità e i progetti ancora ‘Work in Progress’ mentre in questa sede vengono messi a fuoco i primi appuntamenti per il nuovo Anno.

Si parte proprio con Dialoghi Sonori:

DIALOGHI SONORI 2007

Il percorso è sempre rivolto ad un approccio musicale poco tradizionale.

Piccoli eventi nei quali si impugna l’argomento musica per via trasversale attraverso incontri, esibizioni, proiezioni e seminari strettamente legati al panorama musicale contemporaneo. Anche per questa edizione l’obiettivo sarà quello di portare all’attenzione del pubblico Cremonese alcuni dei migliori progetti attinenti alla conformazione storica della rassegna.

Il percorso di Dialoghi Sonori 2007 sarà così strutturato:

Back to School! – progetto Under 18

Reduci dai successi di Dialoghi Sonori 2006, che ha visto un incremento vertiginoso di partecipazioni e consensi, si va delineando una rassegna 2007 dedita alla continuità.

I seminari tenuti con alcune classi del Liceo Anguissola le scorse edizioni hanno registrato la partecipazione di opiti d’eccezione come: Perturbazione, Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Gianni Maroccolo, Bugo e Offlaga Disco Pax.

Per l’annata 2007 si quindi pensato ad una nuova formula di coinvolgimento per gli studenti della città di Cremona che sorpassi la semplice modalità d’incontro adattandosi ad un vero e proprio laboratorio pratico.

Ecco quindi l’idea di realizzare un percorso nel quale 2 ospiti-docenti provenienti dalla scena rock indipendente italiana contribuiscano alla realizzazione di una vera e propria rock-band studentesca da poter fare esibire in una speciale data primaverile di Dialoghi Sonori.

DOCENTI

Gigi Giancursi (Perturbazione)

Cristiano Bugatti (Bugo)

Aldo Pini (Liceo Anguissola)

TEMPI

Il percorso è stato avviato, previa invio documento d’invito in tutte le scuole cittadine, nei mesi di Dicembre - Gennaio 2006 per realizzare una selezione tra tutti gli studenti che dimostreranno interesse al progetto. Verranno accettati solo gli studenti iscritti alle scuole medie superiori della città di Cremona. Le selezioni verranno svolte da Aldo Pini.

Una volta selezionati i componenti si passerà alla fase pratica. Nei mesi di Febbraio – Marzo - Aprile 2007 verranno svolte con una cadenza settimanale le prove per la realizzazione della super-band studentesca. Delle prove settimanali si occuperà Aldo Pini, mentre con una cadenza mensile i ragazzi entreranno in contatto con i 2 ospiti con cui raffineranno lo spettacolo conclusivo.

LOCATION

Le prove si svolgeranno presso il laboratorio musicale del Liceo Anguissola e prevederanno un orario settimanale di 2 ore, da svolgere nel primo pomeriggio. L’esibizione finale avrà modalità di svolgimento ancora da definire.

Primi appuntamenti 2007 - Teatro Monteverdi - Via Dante 149 - Cremona

1. Early Day Miners (Secretly Canadian - USA)

www.earlydayminers.com

Martedì 16 Gennaio 2007

Già protagonisti delle euritmie oscure e cervellotiche degli Ativin (Bloomington, Indiana), Daniel Burton e Rory Leitch nel 1998 decidono di dar vita a un nuovo (e parallelo) progetto musicale, nel quale coinvolgono Joseph Brumley, Matt Lindblom, Jonathan Richardson e Matt Griffin. L’idea prende subito corpo, ma bisognerà attendere due anni prima di vedere l’album d’esordio. Ma è un’attesa ben ripagata, perché Placer Found (2000) - con un sound dilatato e dalle sottili delicatezze folk, tanto intenso quanto esiguo nelle strutture - decreterà la nascita degli Early Day Miners, un’entità sonora dai paesaggi intimi e visionari. Formatisi sulla scia di gruppi come Slowdive, Codeine e Low, gli Early Day Miners si discostano da quei percorsi cupi e desolati, schivandone quanto più possibile certe buie e torve lentezze, prediligendone invece l’aspetto più familiare e vicino alle tradizioni.

Tra prospettive di sperimentazione e nostalgie popolari, la formazione del midwest americano ha anche il tempo di cimentarsi nella realizzazione di una colonna sonora per un cortometraggio di Chris Bennett, Stateless (ep, 2001): una parentesi appagante, ma scarsamente rappresentativa delle reali capacità degli EDM. Potenzialità che la band dimostra di possedere con i successivi Let Us Garlands Bring (2002) e Jefferson At Rest (2003): lavori d’indiscutibile fascino, in cui si individuano strati geologici di un rock immaginario e anacoreta, permeato da chitarre intorpidite, da una voce avvolgente (quella di Dan Burton) e da armonie che traggono sostentamento da un prezioso sottosuolo di “usi e costumi”. The Sonograph (Acuarela, 2003) e All Harm Ends Here (2005), tra rimandi spazio-temporali e ritagli di nu-folk, confermano l’autenticità del gruppo americano.

2. Yuppie Flu (electro-acoustic duo Version)

www.yuppieflu.net

Mercoledì 31 Gennaio 2007

Sono passati 10 anni da quando gli Yuppie Flu hanno iniziato a proporci la loro musica e le loro storie e durante questo lungo periodo sono accadute molte cose, centinaia di concerti in italia ed all’estero, numerosi Lp, Ep, singoli, compilation pubblicati con la homesleep e con cult labels internazionali tra cui la Che records, la XL recordings, il contratto di edizioni con la Rough trade publishing, le sessions in radio londinesi come le storiche BBC, XFM... 10 anni intensissimi... certamente i "Maestri Del Brindisi" hanno scelto il modo migliore di festeggiare il proprio anniversario: regalandoci una perla di assoluta bellezza.

Matteo Agostinelli (voce, chitarra) e Francesco Chielli (basso) rimaneggiano il repertorio della indieband #1 in Italia con chitarre, synth e laptop costruendo uno spettacolo unico e rarissimo al quale poter assistere in speciali e selezionatissime date.

In scaletta anche cover d'autore di Flaming Lips, Low e Grandaddy.

3. Marco Mancassola & Superwow – Last Love Parade reading

www.marcomancassola.com

Mercoledì 7 Febbraio 2007

Marco Mancassola è nato in Veneto nel novembre ’73. Dai diciassette anni in poi ha vissuto con mille lavori. Ha vissuto a Padova, Roma, e attualmente a Londra. Come scrittore esordisce con alcuni racconti nel 1996. Nel 2001 esce la prima edizione del romanzo ‘Il mondo senza di me’, che diventa un caso nella piccola editoria italiana. Seguono: ‘Qualcuno ha mentito’ (2004), ‘Last Love Parade. Storia della cultura dance, della musica elettronica e dei miei anni’ (2005), ‘Il ventisettesimo anno. Due racconti sul sopravvivere’ (2005).

‘Last Love Parade. Storia della cultura dance, della musica elettronica e dei miei anni’ è il terzo libro di Marco Mancassola, uscito nell’aprile 2005 per Mondadori-Strade Blu (nuova edizione tascabile Oscar Mondadori, giugno 2006 - pp. 234, euro 8,40).

‘Last Love Parade. Storia della cultura dance, della musica elettronica e dei miei anni’ è il terzo libro di Marco Mancassola, uscito nell’aprile 2005 per Mondadori-Strade Blu.

‘Il mistero del ballo è il mistero del corpo, qualcosa di insolubile e per questo senza fine.’

A inizio anni 70, mentre il mondo si avvia lungo i sentieri ambigui dell’era post-industriale, nasce la cultura dance contemporanea. La pista da ballo, assieme alla nuova ‘categoria emotiva’ del sabato sera, rispecchia un nuovo clima sociale: trasformazioni economiche, liberazione del corpo, liberazione sessuale. Ad accompagnare questa cultura sarà una musica ‘virtuale’ e al tempo stesso intensamente fisica, tanto disumana quanto capace di far sentire disperatamente umani: la musica elettronica.

La storia di questo libro si snoda dagli anni 70 ai giorni attuali, dalla disco music alla post-techno, passando in particolare per il decennio denso e sospeso degli anni 90: gli anni che l’autore individua come centrali nella propria formazione, oltre che in quella ‘ideologia del party’ che racchiude, in sé, le contraddizioni dell’epoca. Tra edonismo e cinismo, tra un crescente senso di claustrofobia e un’ormai impossibile aspirazione all’altrove, tra le tensioni opposte e complementari dell’underground e del pop: ciò che questo libro racconta, attraverso la lente della cultura musicale elettronica, è l’intero clima degli anni recenti. È la storia di un ritmo che accelera senza sosta per sfociare infine, come un sogno consumato per sempre, nel limbo sospeso dei giorni attuali. La storia di un movimento collettivo e insieme personale, di una giovinezza in cui imparare a ‘non somigliare a nessuno’, e di un’amicizia dal destino oscuro: quella con Leo, scomparso un giorno del 2001 senza lasciare traccia di sé.

Saggio, memoria personale, romanzo. Ecco una storia erratica e inquieta, eppure narrata con voce rigorosa. Dalla provincia italiana a New York, da Detroit a Chicago, dalla Berlino della Love Parade, grande rito collettivo del post-muro anni 90, fino alla Londra più recente: alla ricerca non tanto di identità né di impossibili risposte, quanto di ‘intensità’, di quei ‘modi temporanei in cui certa gente ha risolto temi eterni come il piacere, la disperazione, il desiderio di spazio e il desiderio di tempo’.

MYSPACE CONTEST 2007

- www.myspace.com -

Breve Memorandum per ricordare che è in corso il bando per il concorso Myspace Contest 2007 per Band e Musicisti emergenti.

Si ricorda che le iscrizioni on-line sono aperte fino al 28 Febbraio 2007.

Tutte le informazioni per iscriversi su: www.centromusicacremona.it

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sabato, 23 dicembre 2006

TANTI AUGURI DI BUONE FESTE A TUTTI!!!

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giovedì, 23 novembre 2006

Festival della creatività

FIRENZE - Dal 30 novembre al 3 dicembre alla Fortezza da Basso

Creatività: pensiero, innovazione e ricerca. La creatività declinata attraverso cinque percorsi tematici: l’arte pura e l’arte applicata all’industria, le città e il territorio, la comunicazione e i mezzi di comunicazione, l’Università e la ricerca, le imprese e l’innovazione. Il Festival della creatività è questo: quattro giorni di seminari, mostre, incontri, performance, laboratori artistici.
Con il Festival la Toscana diventa il punto di riferimento della creatività al futuro presente, allestendo un laboratorio interattivo concepito come area di incontro tra saperi e talenti, stili di vita, informazione e comunicazione, e offrendo la possibilità di conoscere da vicino le alchimie dei processi creativi.
Tra gli ospiti del Festival: Alex Infascelli, Edoardo Nesi, Vincenzo Cerami, Dario Fo, Ginevra Di Marco, Teresa De Sio, Giovanni Lindo Ferretti, Marcello Lippi, Oliviero Toscani.

Festival della creatività è anche musica. Ad inaugurare la prima serata (giovedì 30 dicembre) ci saranno i Marlene Kuntz col loro rock livido e distorto. Il gruppo ha appena pubblicato il dvd Mtv Storytellers e il cd live S-Low, in cui rileggono alcuni celebri pezzi del loro repertorio. Con i Marlene Kuntz ritroveremo, al basso, un nome storico del rock italiano e, in particolare, fiorentino, Gianni Maroccolo. Venerdì 1 dicembre ci sarà il Dj set di Boosta, fondatore dei Subsonica, sperimentatore e remixer, che negli ultimi anni ha saputo imporsi come uno dei migliori dj in circolazione grazie a grande tecnica e sensibilità musicale. Altro appuntamento da non perdere è quello in programma domenica 3 dicembre, con l’esclusiva performance di Matthew Herbert. Da molti definito come il genio dell’elettronica moderna, Matthew darà dimostrazione della sua incredibile ed eclettica ricerca musicale, dando vita ad un set che farà muovere le gambe e godere le orecchie.

Link:
www.festivaldellacreativita.it
 
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martedì, 29 agosto 2006

NELLA TORRE DELLA CANZONE

Cristiano Godano

The Tower of Song è un pezzo di Leonard Cohen dal testo brillante, dove la torre della canzone del titolo è il luogo metaforico (ma particolarmente fisico e toccabile) da cui lanciare frecciatine tra il sarcastico, l’autodifensivo e il desolato al “tu” femminile destinatario. È una curiosa e inusitata sottospecie della ben nota torre d’avorio dell’artista che, senza i pudori della convenienza, egli dichiara di abitare quale ottimo rifugio e pretesto per giustificare implicitamente mancanze e debolezze molto terrene. È nato con «un’ugola d’oro», lui, «e ventisette angeli dall’aldilà l’hanno legato al tavolo sul quale scrive i suoi versi»: le vicende nella vita si sono susseguite in modo tale che «ogni cosa» costruita durante la trascorsa relazione sentimentale «è andata perduta, e non ci sarà mai più occasione di attraversare insieme i ponti che ora», simbolicamente, «stanno bruciando». Egli, che sta «solo pagando l’affitto nello stesso luogo in cui Hank Williams tossicchia tutte le notti, cento piani più in su» (e con loro due, ovviamente, tutti i compositori di qualche rilievo di liriche per canzone), continuerà a scrivere i suoi versi «pazzo d’amore, ma senza far progressi». Poiché l’unica cosa che sa fare, per l’appunto, è scrivere canzoni brillanti e intelligenti sulle sue pene d’amore.

In questo rifugiarsi, in questa ammissione da artista che si rinchiude nel suo mondo, non c’è sfacciataggine esibita: c’è tanta ironia; di classe e divertita; ma mescolata ad altre componenti agrodolci che rendono il tutto fascinosamente composito. E, per l’appunto, brillante. E io, accantonando la componente divertita poiché non ne sarebbe giustificato l’utilizzo in questa sede, ma sperando altresì di mantenere il sottofondo di brillantezza preso a prestito, antepongo questa premessa dotata di ragguardevole citazione per potermi introdurre nelle poche ciance che mi verrà di ammonticchiare intorno al benemerito concetto della lentezza. Voglio infatti dire: nelle medioalte sfere della medioalta sensibilità e intelligenza delle persone che leggono una pubblicazione come codesta è ormai un dato acquisito che la realtà ordinaria e generica di tutti i giorni, quella che ci (le) assedia, che ci (le) pervade, che ci (le) definisce come esseri inseriti in un consesso civile che è quel che è, costringe a una frenesia e a una velocità di gesti e comportamenti per molti aspetti dissennate e condannevoli. La mia sperabile brillantezza dovrebbe risiedere nel fatto che, avendo avuto la cocciutaggine e la fortuna di fare l’artista nella vita, io sappia bene di ritrovarmi privilegiato nel mio essere felicemente avulso da certi meccanismi, non sentendomi quasi mai costretto a rincorrere le situazioni giornaliere con gli affanni e i timori di chi sarà presto tagliato fuori se non lo fa. Facile dunque, per uno come me, salire sul piedistallo e ammonire con l’indice gli sprovveduti che si lascino sfuggire di mano la vita stessa, la quale è una sola per tutti e non viene dai molti vissuta nella pienezza delle sue preziose implicazioni e dettagli, delle sue variegate sfumature e dei suoi molteplici intrecci eccetera eccetera. Credo in verità che per una certa fetta di questi “sprovveduti” sia ben chiaro che il mondo stia rotolando piuttosto male verso un parossisimo pericoloso, ma non mi pare sia per loro esattamente semplice svincolarsi, a livello individuale, da un sistema fagocitante ed essenziale. E dunque mi guarderò dal predicare o proferire banalità.


Ciò non toglie che elogiare la lentezza sia intento di meritevole e brillante valore, e allora, io, che sono persona lenta di costituzione – “vita da artista” a parte –, anziché elogiarla in contrapposizione alla cattiva società che corre (e si badi bene: la società siamo noi...), la elogerò di per se stessa provando a inanellare una minima successione di microeventi che arricchiscono la mia quotidianità nonché esistenza, e lo farò partendo dalle parti delle mie esperienze all’atto della creatività.
Ogni processo creativo del nostro gruppo è lento: musica e testi arrivano come risultato finale di poderosi e faticosi pensamenti (quelli che ci sono concessi dal nostro talento, grande o piccolo che sia), con le maniacali inclusioni e successive esclusioni di eventualità in forma di note o parole valutate senza fretta, facendosi beffe del tempo che scorre e che ci rammenta che è ora di mangiare, di fare la spesa, di assestarsi sui binari delle codificazioni attraverso cui il contesto sociale ingrana la sua marcia regolare a monovelocità costante. È piuttosto soddisfacente vivere la pienezza degli attimi dilatati secondo le esigenze più eterogenee – e dimenticandosi del mondo là fuori... – e in tali attimi il pullulare di minuzie che essi riescono a dispiegare sotto i nostri occhi e intorno ai nostri sensi rende perfettamente l’idea, al porvi mente, della affascinante complessità del reale, non più quello ordinario e generico, ma quello dettagliato e personalissimo che ogni spirito ricettivo può percepire conformemente alle proprie peculiarità. La lentezza, dunque, come la possibilità di imbibire un terreno prodigo di regali, riempiendosi di riflesso la vita e dimenticando le banali e tristemente inevitabili angustie del sedicente e dozzinale “stressato”. Nella nostra torre della canzone ciò è una regola, non un’eccezione, perché quei ventisette angeli di cui al testo del grande Cohen hanno legato ciascuno di noi al metaforico tavolo sul quale oziare ed elaborare forme, e chiunque abbia in buona considerazione la sensibilità dell’artista genericamente intesa, ha modo di invidiare genuinamente la grande fortuna che possiamo godere in questo senso: solo i pochi o tanti soldi guadagnati potranno semmai diventare discutibile discriminante in ultima analisi (i Marlene Kuntz, ad esempio e purtroppo, non saranno mai esattamente “ricchi”, se a qualcuno può interessare per un giudizio finale). Nella lentezza di questo lavorio incessante, volto ad addomesticare l’ispirazione e ad assottigliare le elucubrazioni, si sta, poi, molto con se stessi, ed è a mio parere un gran risultato ritrovarsi a conoscersi sempre un po’ di più: si potrebbe quasi dire, per deduzione, che è proprio per imparare a conoscersi che si scrive e che si compone musica. Ed è, infatti, nella mia esperienza quasi ventennale che, lasciandomi irretire e incantare dalle malie del fare artistico, ho avuto di me stesso una percezione sempre più completa e mista: a volte (e illusoriamente, forse) più definita, altre semplicemente più densa di decisive sottigliezze. E la mia sensibilità in tal modo acuitasi ha generato su di sé un compatto cumulo di piccoli e costanti progressi, che mi hanno sollevato ai ranghi di una certa qual, oso dire, integrità civile, equidistanziandomi dagli eccessi degli animi irosi e bellicosi. Mi colpì profondamente una dichiarazione che lessi in un’intervista fatta a un direttore d’orchestra che non conoscevo e di cui ora non rammento il nome, il quale, tentando di dare forza alle proprie argomentazioni intorno all’importanza di un ascolto attento e creativo di un pezzo musicale (e dunque paziente, ovvero… formidabilmente lento), sosteneva che se per estremo tutti fossero coinvolti, nella vita, in attività di questo tipo – gioiose anziché no – non ci sarebbe quasi più spazio per le guerre. Questa dichiarazione mi colpì profondamente per la portata di fantastica significatività che includeva e che è sotto gli occhi di chi l’ha appena letta: nonostante tutti i se e tutti i ma di un’asserzione che parrebbe ingenuamente riduttiva, tipica di un artista che venga a spiegarla dalla sua torre d’avorio, c’era, infatti, l’incontrovertibile verità definitiva che uno spirito nutrito di attenzioni certosine nello stare dietro allo svolgimento di una composizione degna, sarebbe così ricco di quei valori che i filistei etichettano come astratti e futili, che non vi sarebbero né il tempo né lo spazio per appiccicarsi alle collose idiosincrasie di chi è facinoroso per mancanza di meglio. Forza della musica nel suo grande potenziale forse rischiosamente astratto, ma… solo forse, solo forse…

Un’altra dichiarazione mi viene ora in mente per chiudere, che ha tutt’altro tono in conformità con chi la divulgò tramite un’altra intervista: Vladimir Nabokov, il grande romanziere russo-americano, il quale ebbe a dire con gustosa adesione di aver sempre molto gradito la vignetta di quel tale che, mentre cade dall’ultimo piano di un grattacielo, in prossimità del suo schianto si accorge sinceramente stupito di non avere mai notato un certo particolare della facciata dell’edificio. Questo spiega molto bene la testa nelle nuvole di chi sta dietro alle sopraccitate astrattezze e “perde” il tempo così, senza l’utilità di cui necessita il sistema social-produttivo per avere il genere umano al proprio servizio. Ma è nel vagolare del cervello appresso alle minuzie, nella scriteriata e sbarazzina dilatazione del tempo per raccoglierne quante più possibile, che risiedono le caratteristiche di base di un certo tipo di sensibilità, quella che, pur senza pretendere di “fare gli artisti” nella vita, concede il lusso di accorgersi della variopinta molteplicità di ciò che ci circonda.


Tratto da Slowfood 19
Le foto di Alex Astegiano ritraggono Cristiano Godano e Gianni Maroccolo sul palco dell'Ariston di Sanremo, per la festa dedicata al ventennale di Slow Food Italia.

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venerdì, 02 giugno 2006




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martedì, 11 aprile 2006

Proseguono le adesioni all'appello
per la Legge sulla Musica


di Alessandro Sgritta

Dopo il successo della manifestazione "L'Unione fa la Musica" del 26 marzo a Milano voluta e organizzata dagli artisti e dai produttori della musica indipendente italiana per sensibilizzare la politica sulla necessità di una Legge sulla Musica, proseguono le adesioni all'appello con tantissimi artisti della nuova scena musicale italiana.


SONO TANTISSIMI GLI ARTISTI CHE HANNO ADERITO: LINEA 77, ROY PACI, EUGENIO FINARDI, JOE E CESARE MALFATTI DEI LA CRUS, SIMONE CRISTICCHI, DOLCENERA, FOLKABBESTIA, YO YO MUNDI, GIANNI MAROCCOLO DEI PGR E DEI MARLENE KUNTZ, BEPPE CARLETTI DEI NOMADI, PAOLA MAUGERI DI MTV, TERESA DE SIO, GIULIO CASALE DEGLI ESTRA, RAIZ, QUINTORIGO, ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO, DEASONIKA, SUPER ELASTIC BUBBLE PLASTIC, AMEBA 4, RADIODERVISH, CLAUDIO LOLLI, GEGE' TELESFORO, EQU, FEDERICO SALVATORE, OLIVER SKARDY DEI PITURA FRESKA, TETES DE BOIS, CAPONE & BUNGT BANGT , TINTURIA E IL PROGETTO NAPOLI ALL STARS E TANTI ALTRI.
Sono già oltre 350 le adesioni pervenute. Si proseguirà per concludere questo percorso con un incontro verso la fine del mese di aprile.

Sono veramente tantissime le adesioni che stanno arrivando all'appello per una Legge sulla Musica dopo l'incontro di domenica 26 marzo al Rolling Stone di Milano. Una richiesta sacrosanta che vuole finalmente dare dignità professionale e culturale a tutto il settore, partire dagli artisti stessi che infatti hanno ben capito quanto sia necessaria una legge che riconosca il loro ruolo, così come accade per le altre arti come il cinema e la letteratura. Sono infatti già oltre 350 le realtà che hanno aderito ad oggi e tra essi tantissimi artisti che hanno deciso di mettersi in campo in prima persona: appoggiano questa richiesta infatti artisti come Roy Paci, Eugenio Finardi, Joe e Cesare Malfatti dei La Crus, Gianni Maroccolo dei Pgr e dei Marlene Kuntz, Beppe Carletti dei Nomadi, Simone Cristicchi, Dolcenera, Folkabbestia, Pino Marino, Yo Yo Mundi, Teresa De Sio, Giulio Casale, Raiz, Quintorigo, Claudio Lolli, Il Parto delle Nuvole Pesanti, Pippo Pollina, Capone & BungtBangt, Orchestra di Piazza Vittorio, Deasonika, Ameba 4, Radiodervish, Jolaurlo, Tetes de Bois, il progetto Napoli All Stars e tantissimi altri per un lunghissimo elenco. L'adesione all'appello prosegue e si puo' aderire scrivendo a: unaleggeperlamusica@hotmail.it oppure telefonando al 349.4461825, mentre tutti gli aggiornamenti si possono trovare su www.audiocoop.it
Infatti è stato veramente un grande successo di pubblico, con grande presenza dei media e una grande passione l’incontro tra artisti , produttori discografici indipendenti e Romano Prodi al Concerto per la Legge sulla Musica a Milano. Numerosi e qualificati gli interventi a rappresentare tutta la scena indies italiana, da quella storica di Eugenio Finardi fino a quella piu' nuova di Roy Paci. Da Caterina Caselli a Simone Cristicchi, da Beppe Carletti dei Nomadi a Gianni Ma roccolo dei Pgr, da Dolcenera ai La Crus, fino ai giornalisti Daniel Marcoccia e Paola Maugeri che hanno condotto l’incontro, si sono susseguiti una serie di interessanti riflessioni. Oltre alle richieste specifiche legate al settore musicale quali una Legge sulla Musica che dia dignità professionale e culturale al mestiere del musicista e del produttore, l'abbassamento dell'Iva sul cd, l'incentivo all'ingresso nei grandi media delle nuove proposte delle produzioni musicali indipendenti italiane, il sostegno agli esordienti e ai festival pop-rock del nostro paese, la promozione della nuova musica italiana all'estero, un piu' stretto rapporto con il mondo della scuola e un rafforzamento dei nuovi media - non son mancati riferimenti alla necessità, in un quadro generale, di ristabilire un piu’ generale clima di risveglio culturale nel nostro paese.

tratto da www.musicalnews.com

 
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sabato, 11 febbraio 2006

Tele e ragnatele
Rassegna di musica d’autore

da sabato 11 febbraio 2006

Saletta della Cultura Gregorio Vetrugno
Via Matilde 7 – Novoli (Lecce)


La Saletta della Cultura ospita tra gli altri Fausto Mesolella, La Camera Migliore, Andrea Chimenti, Roberto Angelini, Angelo Ruggiero e Alessio Lega.

Una rassegna di musica d’autore unica nel Salento. La Saletta della Cultura Gregorio Vetrugno di Novoli (Le), con i suoi cento posti a sedere che consentono di assaporare al meglio le parole e le note degli ospiti, si è affermata all’attenzione degli amanti della musica italiana grazie ad una programmazione attenta alle vecchie e alle nuove generazioni. La rassegna Tele e ragnatele torna anche nel 2006 con un percorso artistico interessante e per alcuni versi innovativo. Grazie all’impegno della Saletta e del curatore della rassegna Mario Ventura sono passati da Novoli Valentina Gravili, Giorgio Conte, Pippo Pollina, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, Riccardo Sinigallia, Filippo Gatti, Claudio Lolli, Carlo Fava, Ennio Rega, The Gang, Max Manfredi, Cesare Basile, Cappello a Cilindro, Luigi Grechi, Marco Parente e molti altri cantori della musica d’autore italiana. Una scelta coraggiosa che non segue le mode ma la qualità delle note e delle parole.

Tele e ragnatele prende il via sabato 11 febbraio con lo spettacolo/concerto I piaceri dell’orso con Fausto Mesolella, accompagnato da Mimì Ciaramella (batteria) e Vittorio Remino (basso). Dal 1986 chitarrista degli Avion Travel, compositore e arrangiatore, che divide progetti e canzoni con grandi artisti italiani e stranieri – Mesolella debutta nell’opera prima "I piaceri dell’orso" in tre nuove vesti: scrittore, performer e cantante solista, autore e interprete di un libro e di un CD. Il lungo racconto in prima persona "I piaceri dell’orso" si svolge sul filo di un pensiero che gioca con il senso - unico, doppio, multiplo - delle parole, in assoluta mancanza di punteggiatura, se non per un’unica eccezione finale. Mesolella racconta la sua vita di uomo e di musicista negli aspetti più allegri e gratificanti ma anche in quelli più amari e deludenti, come in un flusso di coscienza, in una libera associazione di idee. Nel CD "I piaceri dell’orso", Fausto Mesolella innanzitutto presta la sua voce calda (e il tocco discreto o incalzante della chitarra) al racconto, rivelando doti di abile performer, in una lettura intensa e ritmata, i cui timbri si accendono o sfumano secondo i momenti e le atmosfere. Una bella interpretazione, assolutamente non facile, di un testo "fluviale", lineare solo all’apparenza, che aggiunge alla lettura l’emozione della presenza, il colore del suono. Le prime apparizioni pubbliche dell'orso stanno già riscuotendo grande successo. Se le qualità del chitarrista e del compositore sono arcinote, ne "I piaceri dell’orso" la sorpresa forse più grande è il Mesolella cantante solista. Contrappuntano la lettura del racconto quattro canzoni, egregiamente eseguite da Fausto in voce e chitarra. La prima è "Un giorno dopo l’altro" di Luigi Tenco (unico brano de "I piaceri dell’orso" di cui Mesolella non è autore), evocata nel racconto come sigla dell’indimenticata serie tv "Le avventure del commissario Maigret", un omaggio al grande cantautore ligure e alla tv in bianco e nero. La seconda - "‘Na stella" - è una canzone scritta e composta da Fausto Mesolella per Gian Maria Testa (che l’ha incisa nell’album "Altre latitudini", del 2003), un raffinato testo in napoletano affidato all’artista piemontese come "rivincita del sud all’annessione sabauda", scherza l'autore. Gli altri due sono brani inediti, "L’eclisse del ‘62" e "Il piacere dell’orso": aperture larghe, testi delicati e pensosi, e quel modo di reinterpretare la tradizione melodica italiana di cui Mesolella e gli Avon Travel sono ormai maestri. Accompagnano l’esecuzione Ferruccio Spinetti al basso, Omar Lopez Valle alla tromba e Vladimir Kocaqi al violoncello. I brani sono stati incisi per gentile concessione di Sugar Music. Nell'orso si nascondeva un cantautore.

La rassegna prosegue con un “turno infrasettimanale” mercoledì 15 febbraio. Sul palco La Camera migliore (un quintetto toscano scoperto da Carmen Consoli e pubblicato dalla sua etichetta, la Due Parole di Catania) presenterà i brani tratti dall’album Cari miei. Cari miei è innanzitutto un disco di storie, nato dalla voglia di raccontare; man mano che la scrittura procede, i personaggi delle singole canzoni si disegnano con maggiore precisione. Ognuno di loro è in primo luogo protagonista di una storia più che interprete di uno stato d’animo (come accadeva nel precedente album), così come rivelano gli stessi autori descrivendone l’elaborata genesi creativa: dopo una prima stesura d’ogni pezzo, Georgia Costanzo – la cantante e coautrice del gruppo - ha scritto un racconto che ne narra il soggetto; la stesura definitiva nasce dopo quei racconti, di cui porta soltanto qualche traccia, il segno di una delle chiavi di lettura possibili. La folla di personaggi che anima queste storie è quantomai stramba e fiabesca: robot amici, bambole indiavolate, orchi, re e regine che sembrano popolare un grande condominio o un paesino sospeso tra atmosfere nostalgiche e surreali. L’intenzione narrativa è sottolineata anche dal fatto che molti dei testi sono rivolti ad un unico interlocutore come fossero lettere ad un lettore immaginario.

Sabato 25 febbraio spazio invece al progetto Lorelai & doctor mei, che nasce dall’incontro nel 2000 di Lorella (autrice dei Nomadi) e Andrea Mei (ex-tastierista e fisarmonicista dei Gang). L’immediato feeling li porta ad una collaborazione intensa dalla quale nascono molti successi dei Nomadi tra cui Sangue al cuore, La vita che seduce, Please, Io voglio vivere. Nel 2000 Lorella e Andrea compongono quattro brani che vengono inseriti nell’album “liberi di volare”. Nel 2002 esce “amore che prendi amore che dai” dei nomadi nel quale lorella firma, insieme a doct.Mei, Sangue al cuore,Il re è nudo e L’arte degli amanti. Nel 2003 esce NOMADI 40 con il singolo “io voglio vivere” che rimane ai vertici delle classiche dei dischi più venduti per molti mesi.

Il frutto del loro incontro e della loro intesa artistica è racchiuso nell’album appena uscito Animali nudi, primo lavoro prodotto dall’etichetta Segnali caotici di Beppe Carletti, leader storico dei Nomadi. Animali Nudi è un album fatto di storie, immagini, poesia, emozioni, da scoprire ascolto dopo ascolto che attinge a sonorità rock, etniche,dance. Alla realizzazione del progetto hanno collaborato il batterista Tommy Graziani e dj Davide Domenella e Andy Tonici conosciuti come Double d e Gianluca Gentili al bouzouki.

La programmazione di marzo prosegue con La Banda dei falsari (sabato 11), Andrea Chimenti (sabato 1 e Tabulè (sabato 25).

Il lavoro di esordio della Banda dei Falsari s’intitola “Il Caso” (Ethnowordl/Venus) uscito alla fine del 2004 e gli è valso numerosi riconoscimenti come la nomination per il premio miglior disco di esordio da parte della prestigiosa rivista “Mucchio Selvaggio”, ma la Banda dei Falsari è attiva da molti anni. Una lunga storia fatta di concerti e collaborazioni importanti come quelle con Ambrogio Sparagna, Francesco Di Giacomo (Banco del Mutuo Soccorso), i Tetes de Bois e molti altri che hanno permesso alla band di affinare il proprio particolare genere musicale: canzone d’autore, ritmiche in levare, rock, jazz e molto altro in un “laboratorio di generi” con le caratteristiche di un grande cantiere aperto alla sperimentazione. Lo stile dei Falsari è, infatti, quello imbastardito del Mediterraneo da cui vengono suoni e atmosfere sospese, trame sottili di esistenze in bilico.

Dal 1983 al 1989 Andrea Chimenti è il cantante dei Moda, uno dei gruppi capostipiti del rock italiano con Litfiba e Diaframma. Tre sono gli album realizzati con questo gruppo all'interno dell'etichetta I.R.A. prodotti da Alberto Pirelli: "Bandiera", "Canto Pagano" e "Senza Rumore". I Moda nel 1989 si sciolgono e per Andrea comincia la carriera solista. Dopo vari album e collaborazioni ad ottobre del 2004 esce il suo nuovo CD "Vietato Morire" realizzato con Massimo Fantoni e Matteo Buzzanca, edito da Santeria/Audioglobe. All’interno diversi ospiti come: Steve Jansen, Patrizia Laquidara, Gianni Maroccolo, Alessandro Fiori dei Mariposa. Nell'ottobre 2005 esce il DVD "Vietato Morire - Note per un film documentario", che raccoglie la lavorazione dell'album ed il video de "La Cattiva Amante".

Tabulè ovvero un incontro tra suoni, immagini e sapori. La nostra musica, come l'insalata di cous cous da cui prende nome, è una mistura di colori e spezie che evocano il sapore di una tradizione fatta di frugalità e ingegno.

Allora le risorse musicali di Puglia cariche di paradossi armonici vengono rilette secondo un metro diverso che concede spazio al sentire dei suoi interpreti nel tentativo di giungere ad una musica in cui assonanze e contrasti si cercano e le soluzioni diventano tensioni. Lungo questa traccia di pensiero si sviluppano nuove ipotesi di arrangiamenti rivolte a brani 'classici' del repertorio salentino (La rondinella, Ferma Zitella, To To To) così come alle tarantelle garganiche (Lettiri che t'ammanne,O re re), giungendo al fulcro del nostro intento artistico con la proposta di composizioni originali, dove la tradizione diviene un pre-testo per esplorare nuovi percorsi sonori mescolando suggestioni appartenenti a culture diverse ma insolitamente vicine.

Il tutto si fonda sulle diatoniche armonizzazioni dell'organetto di Claudio Prima, ideale placenta per le diacroniche evoluzioni melodiche della voce di Fabrizio Piepoli e del mandolino di Giuseppe De Trizio.

Sabato 1 aprile PongMoon, un tributo del cuore e dell'anima, da parte di Roberto Angelini e Rodrigo D'Erasmo, già violino solista dei Nidi D'Arac, ad uno dei più grandi geni del songwriting internazionale: Nick Drake, padre oggi riconosciuto di tutto il New Acoustic Movement. L'intimismo della migliore canzone d'autore, improvvisazioni blues, richiami al folk, per uno spettacolo che vede la coppia Angelini-D'Erasmo tenere il palco con un'intesa invidiabile, con un rispetto e una delicatezza che incanta; una rilettura  per chitarra, voce e violino, di un repertorio di altissimo livello. Un atto d'amore quello che porteranno in giro nei prossimi mesi in club, in locali, in luoghi illuminati da lune rosa.

Sabato 22 aprile spazio a Marco Ongaro. Inizia la sua attività artistica come cantautore, pubblicando nel 1987 l’album “AI” (Rossodisera), che gli vale la Targa Tenco per la migliore Opera Prima, cui seguono nel 1990 l’LP “Sono bello dentro” (Rossodiera/BMG) e nel 1995 il CD “Certi sogni non si avverano” (Rossodisera/SonyMusic). Dopo una pausa di riflessione lunga cinque anni, rientra in scena come autore scrivendo le canzoni del CD “Lasciatemi vivere” (Rossodisera/EMI) per Grazia De Marchi, nel 2000, quelle di “Shakespeariana” (Rossodisera/EMI) per Giuliana Bergamaschi, nel 2001, e i testi e le musiche dello spettacolo di teatro-danza “Anch’io ti amo”, nello stesso anno, per la Compagnia di Danza di Sisina Augusta. Nel 2002 pubblica il libro di poesia “Visto e considerato” (Bonaccorso Editore), in coppia con Massimo Rubulotta, il CD “Dio è altrove” (D'autore/Azzurra Music) e scrive la drammaturgia del “Casanova” per la Compagnia Teatro di Verona di Paolo Valerio.

Nella primavera del 2004 pubblica il CD “Esplosioni nucleari a Los Alamos” (D'autore/Azzurra Music) e la raccolta di racconti “Fughe 1” (Bonaccorso Editore). Nell’estate dello stesso anno debutta con lusinghiero successo la commedia musicale in vernacolo “La cena della sposa”, scritta a quattro mani con Nicola Dentamaro.

Nel marzo 2005 va in scena l’opera buffa in due atti “Il cuoco fellone” (Zerboni/Sugar), su musica di Andrea Mannucci e libretto di Ongaro. Nell’aprile 2005 pubblica il cd “Archivio Postumia”(Rossodisera).

Maggio si apre in occasione della Festa dei lavoratori con i Cantacunti, nome dell’idea-progetto di Gianni Vico, cantastorie di Manduria (TA), e della sua chitarra: cantare i racconti, le leggende, i costumi e la storia (passata e presente) della propria terra. A quest’ idea si sono uniti negli anni Maria Rosaria Coppola (voce, tamburello, voce-narrante), Roberto Bascià (chitarra, mandolino), Antonio Libardi (flauto, ottavino) e Andrea Luperto (tamburello, percussioni), dando vita all’attuale compagnia di cantastorie. L’ elemento centrale del loro spettacolo è infatti il racconto di storie, incasellate nel tessuto di rapide presentazioni che anticipano le atmosfere e i contenuti delle ballate e imprimono continuità narrativa all’intera esibizione.

Sabato 6 maggio la Saletta ospita Angelo Ruggiero, classe 1961, è nato e vive a Bari, dove ha maturato i suoi interessi musicali e letterari. Insegna filosofia. Accanto all'esperienza come chitarrista e cantante in numerose formazioni nel periodo pionieristico della new wave italiana, di cui resta memoria discografica, ha pubblicato versi su diverse riviste letterarie. La molteplicità di queste esperienze lo ha portato sui palchi a sperimentare forme di nuova oralità poetica, coi poeti Enzo Mansueto, Dora Lapolla, Sergio Rotino, e scrittura scenica musicale. Da ultimo ricordiamo la singolare esperienza, accanto al cantautore Daniele Di Maglie, dello spettacolo La gente pensa che i clown, mescolanza di concerto, reading e cabaret sul mondo dei borderline, dei ”quasi adatti”, degli sfaccendati. Nel 1991, col brano Pinocchio, vince la seconda edizione del Premio Recanati, festival dedicato alle nuove tendenze della canzone d'autore. Gli stessi organizzatori - associazione Musicultura -  hanno due anni dopo prodotto il suo album d'esordio Regina dei gatti (1993, distribuzione BMG), scritto e realizzato con la collaborazione del musicista e produttore Davide Viterbo. L'album, suggestivo ed intenso, scarno e barocco al contempo, ha sorpreso per la maturità e originalità del rapporto tra parole e musica riscuotendo in tutta Italia ottimi consensi critici (La Repubblica, L’Unità, La Stampa, FareMusica, Corriere della Sera, Gazzetta del Mezzogiorno, etc.) e guadagnandosi passaggi radiofonici sulle reti nazionali. Ruggiero si esibisce intanto in numerose città, partecipando, tra l'altro, alla sesta edizione di Time Zones – festival internazionale delle musiche possibili. Gli sforzi recenti sono stati dedicati soprattutto alla attività in studio, per la ricerca di sonorità diverse, più adatte all’intensità elettrica, melanconica, urbana delle ultime composizioni, parte delle quali confluite nel lavoro discografico di recentissima pubblicazione: L’amore che non si può dire. Registrato negli studi della Sottosuono di Bari, l’album si avvale ancora una volta dell'apporto prezioso di Davide Viterbo (arrangiamenti, strumenti, produzione), oltre che delle tastiere di Diego Morga, delle percussioni di Pippo D'Ambrosio e della voce di Roberta Carrieri. Costoro lo accompagnano nell'attuale set dal vivo e sperimentano assieme ad Angelo il senso teatrale della forma-canzone, dilatandola e distorcendola rispetto ai vincoli tradizionali.
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inserito da mau7mbre alle ore 22:03
domenica, 11 dicembre 2005

MondoPop presenta:

INDIE CLIP NIGHT
LA NOTTE DEI VIDEO D'ATTITUDINE INDIPENDENTE

I video dei gruppi italiani di attitudine indipendente spesso faticano a rientrare nel palinsesto delle TV specializzate in musica. Così si è pensato di intitolare una serata a nome di questi proiettandone alcuni per dedicare loro uno spazio in più.

Inoltre crediamo fermamente che i video, posto il lavoro che c’è alle spalle, non siano da confinare e ridurre alla stregua di spot pubblicitari “imbarazzanti” creati ad hoc per vendere i dischi. Altrimenti i registi che ci stanno a fare? Pensiamo pure che la dedizione e la fatica di un direttore della fotografia o di un cameraman, piuttosto che di un truccatore (perché no?) , di uno sceneggiatore e di un regista siano da riconoscere e rispettare. A noi pare una piccola occasione in più per rendere giustizia alla “categoria”. Ci si prova…

Un appuntamento itinerante in giro per i locali pensato, curato e presentato da Barbara Santi e Giorgio Valletta: due terzi di MondoPop (www.radiodigitale.info).

Si comincia giovedì 15 dicembre al Fluido di viale Cagni, 7, al Parco del Valentino di Torino…

Una sorta di “live-radio” visiva in cui i due conduttori presentano i video scelti per la serata, fornendo al pubblico informazioni utili e curiosità circa le band, le etichette e i clip in causa.

GIOVEDI’ 15 DICEMBRE
FLUIDO – Viale Cagni, 7
Parco del Valentino – Torino
Ore 22.30
Ingresso gratuito
 

Saranno presentati e proiettati gli ultimi video di:
AFTERHOURS
KARIN ANDERSEN & CHRISTIAN RAINER
PAOLO F. BRAGAGLIA featuring MONICA DEMURU
IG (IVANA GATTI e GIANNI MAROCCOLO)
KAMA
MAMBASSA
MARTA SUI TUBI
N.A.M.B.
OFFLAGADISCOPAX
MARCO PARENTE
SANTO NIENTE
SCUOLA FURANO
SIKITIKIS
SUPER ELASTIC BUBBLE PLASTIC
YO YO MUNDI

Grazie a: Mescal, Kom’art, Sentireascoltare.com, Alabianca, Eclectic Circus, V2, Santeria, Audioglobe, Redled Recording, Casasonica, Riotmaker, Black Candy Records, radiodigitale.info, il Fluido e i gruppi che hanno contribuito con il loro materiale, i registi e tutti coloro che hanno collaborato.

info: mondopop@radiodigitale.info

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