
Album d'esordio per Cecco

Dopo essersi fatto notare l'estate scorsa con il singolo "La libertà rmx" e la partecipazione al Festivalbar, Cecco pubblica il suo disco d'esordio. L'album, intitolato "Togamagoga", è stato prodotto dal cantante modenese con Gianni Maroccolo, Roberto Vernetti e Vittorio Cosma. Il primo singolo estratto sarà "I love you", brano realizzato da Cecco con la partecipazione di alcuni musicisti della band di Neffa e dell'Orchestra di Piazza Vittorio.
Tra le canzoni incluse nel disco ci sarà anche una cover prodotta da Cosma e Vernetti di "Viva la campagna", un brano del 1969 di Nino Ferrer.
GIARDINI DI MIRÒ VINCONO LA PRIMA
INDIE MUSIC LIKE DEL 2007!
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Musica & Spettacolo DOPO LA VITTORIA DI MARCO NOTARI NEL 2006 - GIARDINI DI MIRÒ VINCONO LA PRIMA INDIE MUSIC LIKE DEL 2007!
INDIE MUSIC LIKE, SU LADYSILVIA: Torna l’Indie Music Like dei nuovi media indipendenti Italiani, ecco la prima classifica di gradimento del 2007:
in testa I Giardini di Mirò, a seguire Lilith, Ginevra di Marco, Alibia e Numero 6. Ecco i 5 brani e i 5 artisti più graditi dai selezionatori dei New e storici media indie italiani: dalle radio libere alle web radio, dai siti ai blog di nuova musica, dalle tv satellitari alle tv locali d'Italia in quest'inizio 2007.
In testa troviamo Giardini di Mirò – Broken by (Homesleep) lanciatissimo, seguito da Lilith and the Sinnersaints – I need somebody (Alpha South Records), Ginevra Di Marco –Saranta palikaria (Radio fandango), Alibia – I compiti di francese (Compagnia Nuove Indyie) e Numero 6 – “Verso casa” (Eclectic circus/V2 records).
Ecco tutte le altre scelte dal sesto posto: Pupo con Capone & Bungt Bangt ”Su di noi…..c’era una volta”, Q “Tra i camion”, Alessandro Stefana “Poste e telegrafi blues”, Diabolico Coupè “Immagini”, Montecristo “Shake your bones”, Radiodervish “Tu si na cosa grande”, Ministri “I soldi sono finiti” Luca Bassanese e La popular Ensamble “Canzone di Marta”, Misero Spettacolo “Sur le sky di Parigi”, Marco Notari & Garbo “Un bacio falso”, Andrea Diletti “Mai”, Getrò “Emozioni differenti”, Apres la classe “Vorrei sapere perché”, Rino Ceronti “Olio di gomito”, Casinò Royale “Tutto”, Ottodix “Fuori orario”, Quintorigo “La donna di Frederick”, Modà “Grazie gente”, 70123 “De puglia madre”, Emily W.C.B. “Superba incatenata”Kessler “Teoria del vuoto”, Angelica Sauprel Scutti “Init (Point of view)”, Bobby Soul “Dammi un brivido”, Luca Urbani “Top song”, GianMaria Testa “Trequarti”, Gionata “Niente di nuovo dietro una droga”, Rudy Marra “Trompe l’oil”, Primochef del cosmo “Estasi pura”, Moltheni “L’età migliore”, Muriel “Stagioni”, Fluydo “Amore che vieni amore che vai”, Ghost “Farfallina”, Andrè “Inspiegabilmente”, Ettore Giuradei “Tobia, l’uomo delle stelle”, Kama “Ostello Comunale”, Giulio Casale “Se non hai che l’amore”, Rio “Dimmi”, Povia “T’insegnerò”, Mirage “Dolce sarai”, Moebius “Questione di vento”, Elecktra “I ragazzi della notte”
Questa classifica rappresenta la fotografia di una realtà musicale indie di grande spessore e qualità che spesso fatica ad emergere nel nostro paese sempre più a rischio della globalizzazione e omologazione musicale.
Grazie alla collaborazione di tanti operatori del settore web e radiofonico, prosegue questa iniziativa che si pone l’obiettivo di segnalare la migliore nuova musica italiana incentivando la promozione e la vendita dei cd delle più interessanti produzioni indie “Made in Italy”.
Qui di seguito Vi ricordiamo i vincitori delle precedenti classifiche Indie Music Like del 2006:
1° Indie Music Like (Giugno 2006): Vince "Viva la Vida" di Roy Paci e Aretuska (V2) seguito da "Piove Piano" dei Blume (Pippola Music) e da "Eccomi qua" di Giulio Casale (Artes Records). Insieme, subito dietro i Giuliano Palma & The Blue Beaters con "Black is Black" (V2), "Redemption Song" dei Quintorigo (Venus), "Come together" di Magoni & Spinetti (Radiofandango) e "Ho visto anche degli zingari felici" di Claudio Lolli (Storie di Note). Ex aequo nei primi dieci Super Elastic Bubble Plastic con "Small Rooms" (Red Led Records), Marco Notari di "Vertigini" (Artes) e i Circo Fantasma di "I Knew Jeffrey Lee" (Lain Records).
2° Indie Music Like (Settembre 2006): Vincono gli Afterhours con "Ballata per la mia piccola iena", davanti ai Folkabbestia con "L'avvelenata" e gli Apres la Classe con "Vorrei sapere perché". Poi fino al decimo posto si possono segnalare, insieme, Giuliano Palma & The Bluebeaters con "Come le viole", Roy Paci con "Viva la vida" che resta nei primi dieci, IG , il progetto di Ivana Gatti e Gianni Maroccolo con "Il linguaggio delle murene", gli Shandon con "Come devo vivere", i Virginiana Miller con "Onda", i Negramaro con Nuvole e lenzuola" e i Numero 6 con "Automatici".
3° Indie Music Like (Dicembre 2006): In testa troviamo Marco Notari “Automi”, seguito da Giulio Casale “Se non hai che l’amore”, Fiamma Fumana “Onda” , Moltheni “L’età migliore” e Marta sui Tubi “L’abbandono” . Proseguendo dal 6° posto incontriamo Amari “ Suffer with style”, Après la Classe “La luna cadrà”, Virginiana Miller “Dispetto”, Casinò Royale “Prova” per finire con Rosario Di Bella “Invece no” al 10° posto.
Vincitore della classifica generale del 2006 Marco Notari, seguito da Virginiana Miller, Apres La Classe, Blume, Folkabbestia e Giulio Casale.
Per partecipare alla prossima Indie Music Like prevista per fine febbraio è sufficiente inviare la propria playlist (ricordiamo sempre composta da brani di artisti italiani di etichette indipendenti) a andrea@audiocoop.it
Cantiere Sonoro 2007 – 8a edizione
Molte le novità e i progetti; i primi appuntamenti di Dialoghi Sonori
Dopo le succulenti anteprime di Massimo Bubola e degli australiani Sodastream, prosegue il percorso 2007 di Cantiere Sonoro. Molte sono le novità e i progetti ancora ‘Work in Progress’ mentre in questa sede vengono messi a fuoco i primi appuntamenti per il nuovo Anno.
Si parte proprio con Dialoghi Sonori:
DIALOGHI SONORI 2007
Il percorso è sempre rivolto ad un approccio musicale poco tradizionale.
Piccoli eventi nei quali si impugna l’argomento musica per via trasversale attraverso incontri, esibizioni, proiezioni e seminari strettamente legati al panorama musicale contemporaneo. Anche per questa edizione l’obiettivo sarà quello di portare all’attenzione del pubblico Cremonese alcuni dei migliori progetti attinenti alla conformazione storica della rassegna.
Il percorso di Dialoghi Sonori 2007 sarà così strutturato:
Back to School! – progetto Under 18
Reduci dai successi di Dialoghi Sonori 2006, che ha visto un incremento vertiginoso di partecipazioni e consensi, si va delineando una rassegna 2007 dedita alla continuità.
I seminari tenuti con alcune classi del Liceo Anguissola le scorse edizioni hanno registrato la partecipazione di opiti d’eccezione come: Perturbazione, Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Gianni Maroccolo, Bugo e Offlaga Disco Pax.
Per l’annata 2007 si quindi pensato ad una nuova formula di coinvolgimento per gli studenti della città di Cremona che sorpassi la semplice modalità d’incontro adattandosi ad un vero e proprio laboratorio pratico.
Ecco quindi l’idea di realizzare un percorso nel quale 2 ospiti-docenti provenienti dalla scena rock indipendente italiana contribuiscano alla realizzazione di una vera e propria rock-band studentesca da poter fare esibire in una speciale data primaverile di Dialoghi Sonori.
DOCENTI
Gigi Giancursi (Perturbazione)
Cristiano Bugatti (Bugo)
Aldo Pini (Liceo Anguissola)
TEMPI
Il percorso è stato avviato, previa invio documento d’invito in tutte le scuole cittadine, nei mesi di Dicembre - Gennaio 2006 per realizzare una selezione tra tutti gli studenti che dimostreranno interesse al progetto. Verranno accettati solo gli studenti iscritti alle scuole medie superiori della città di Cremona. Le selezioni verranno svolte da Aldo Pini.
Una volta selezionati i componenti si passerà alla fase pratica. Nei mesi di Febbraio – Marzo - Aprile 2007 verranno svolte con una cadenza settimanale le prove per la realizzazione della super-band studentesca. Delle prove settimanali si occuperà Aldo Pini, mentre con una cadenza mensile i ragazzi entreranno in contatto con i 2 ospiti con cui raffineranno lo spettacolo conclusivo.
LOCATION
Le prove si svolgeranno presso il laboratorio musicale del Liceo Anguissola e prevederanno un orario settimanale di 2 ore, da svolgere nel primo pomeriggio. L’esibizione finale avrà modalità di svolgimento ancora da definire.
Primi appuntamenti 2007 - Teatro Monteverdi - Via Dante 149 - Cremona
1. Early Day Miners (Secretly Canadian - USA)
www.earlydayminers.com
Martedì 16 Gennaio 2007
Già protagonisti delle euritmie oscure e cervellotiche degli Ativin (Bloomington, Indiana), Daniel Burton e Rory Leitch nel 1998 decidono di dar vita a un nuovo (e parallelo) progetto musicale, nel quale coinvolgono Joseph Brumley, Matt Lindblom, Jonathan Richardson e Matt Griffin. L’idea prende subito corpo, ma bisognerà attendere due anni prima di vedere l’album d’esordio. Ma è un’attesa ben ripagata, perché Placer Found (2000) - con un sound dilatato e dalle sottili delicatezze folk, tanto intenso quanto esiguo nelle strutture - decreterà la nascita degli Early Day Miners, un’entità sonora dai paesaggi intimi e visionari. Formatisi sulla scia di gruppi come Slowdive, Codeine e Low, gli Early Day Miners si discostano da quei percorsi cupi e desolati, schivandone quanto più possibile certe buie e torve lentezze, prediligendone invece l’aspetto più familiare e vicino alle tradizioni.
Tra prospettive di sperimentazione e nostalgie popolari, la formazione del midwest americano ha anche il tempo di cimentarsi nella realizzazione di una colonna sonora per un cortometraggio di Chris Bennett, Stateless (ep, 2001): una parentesi appagante, ma scarsamente rappresentativa delle reali capacità degli EDM. Potenzialità che la band dimostra di possedere con i successivi Let Us Garlands Bring (2002) e Jefferson At Rest (2003): lavori d’indiscutibile fascino, in cui si individuano strati geologici di un rock immaginario e anacoreta, permeato da chitarre intorpidite, da una voce avvolgente (quella di Dan Burton) e da armonie che traggono sostentamento da un prezioso sottosuolo di “usi e costumi”. The Sonograph (Acuarela, 2003) e All Harm Ends Here (2005), tra rimandi spazio-temporali e ritagli di nu-folk, confermano l’autenticità del gruppo americano.
2. Yuppie Flu (electro-acoustic duo Version)
www.yuppieflu.net
Mercoledì 31 Gennaio 2007
Sono passati 10 anni da quando gli Yuppie Flu hanno iniziato a proporci la loro musica e le loro storie e durante questo lungo periodo sono accadute molte cose, centinaia di concerti in italia ed all’estero, numerosi Lp, Ep, singoli, compilation pubblicati con la homesleep e con cult labels internazionali tra cui la Che records, la XL recordings, il contratto di edizioni con la Rough trade publishing, le sessions in radio londinesi come le storiche BBC, XFM... 10 anni intensissimi... certamente i "Maestri Del Brindisi" hanno scelto il modo migliore di festeggiare il proprio anniversario: regalandoci una perla di assoluta bellezza.
Matteo Agostinelli (voce, chitarra) e Francesco Chielli (basso) rimaneggiano il repertorio della indieband #1 in Italia con chitarre, synth e laptop costruendo uno spettacolo unico e rarissimo al quale poter assistere in speciali e selezionatissime date.
In scaletta anche cover d'autore di Flaming Lips, Low e Grandaddy.
3. Marco Mancassola & Superwow – Last Love Parade reading
www.marcomancassola.com
Mercoledì 7 Febbraio 2007
Marco Mancassola è nato in Veneto nel novembre ’73. Dai diciassette anni in poi ha vissuto con mille lavori. Ha vissuto a Padova, Roma, e attualmente a Londra. Come scrittore esordisce con alcuni racconti nel 1996. Nel 2001 esce la prima edizione del romanzo ‘Il mondo senza di me’, che diventa un caso nella piccola editoria italiana. Seguono: ‘Qualcuno ha mentito’ (2004), ‘Last Love Parade. Storia della cultura dance, della musica elettronica e dei miei anni’ (2005), ‘Il ventisettesimo anno. Due racconti sul sopravvivere’ (2005).
‘Last Love Parade. Storia della cultura dance, della musica elettronica e dei miei anni’ è il terzo libro di Marco Mancassola, uscito nell’aprile 2005 per Mondadori-Strade Blu (nuova edizione tascabile Oscar Mondadori, giugno 2006 - pp. 234, euro 8,40).
‘Last Love Parade. Storia della cultura dance, della musica elettronica e dei miei anni’ è il terzo libro di Marco Mancassola, uscito nell’aprile 2005 per Mondadori-Strade Blu.
‘Il mistero del ballo è il mistero del corpo, qualcosa di insolubile e per questo senza fine.’
A inizio anni 70, mentre il mondo si avvia lungo i sentieri ambigui dell’era post-industriale, nasce la cultura dance contemporanea. La pista da ballo, assieme alla nuova ‘categoria emotiva’ del sabato sera, rispecchia un nuovo clima sociale: trasformazioni economiche, liberazione del corpo, liberazione sessuale. Ad accompagnare questa cultura sarà una musica ‘virtuale’ e al tempo stesso intensamente fisica, tanto disumana quanto capace di far sentire disperatamente umani: la musica elettronica.
La storia di questo libro si snoda dagli anni 70 ai giorni attuali, dalla disco music alla post-techno, passando in particolare per il decennio denso e sospeso degli anni 90: gli anni che l’autore individua come centrali nella propria formazione, oltre che in quella ‘ideologia del party’ che racchiude, in sé, le contraddizioni dell’epoca. Tra edonismo e cinismo, tra un crescente senso di claustrofobia e un’ormai impossibile aspirazione all’altrove, tra le tensioni opposte e complementari dell’underground e del pop: ciò che questo libro racconta, attraverso la lente della cultura musicale elettronica, è l’intero clima degli anni recenti. È la storia di un ritmo che accelera senza sosta per sfociare infine, come un sogno consumato per sempre, nel limbo sospeso dei giorni attuali. La storia di un movimento collettivo e insieme personale, di una giovinezza in cui imparare a ‘non somigliare a nessuno’, e di un’amicizia dal destino oscuro: quella con Leo, scomparso un giorno del 2001 senza lasciare traccia di sé.
Saggio, memoria personale, romanzo. Ecco una storia erratica e inquieta, eppure narrata con voce rigorosa. Dalla provincia italiana a New York, da Detroit a Chicago, dalla Berlino della Love Parade, grande rito collettivo del post-muro anni 90, fino alla Londra più recente: alla ricerca non tanto di identità né di impossibili risposte, quanto di ‘intensità’, di quei ‘modi temporanei in cui certa gente ha risolto temi eterni come il piacere, la disperazione, il desiderio di spazio e il desiderio di tempo’.
MYSPACE CONTEST 2007
- www.myspace.com -
Breve Memorandum per ricordare che è in corso il bando per il concorso Myspace Contest 2007 per Band e Musicisti emergenti.
Si ricorda che le iscrizioni on-line sono aperte fino al 28 Febbraio 2007.
Tutte le informazioni per iscriversi su: www.centromusicacremona.it
Creatività: pensiero, innovazione e ricerca. La creatività declinata attraverso cinque percorsi tematici: l’arte pura e l’arte applicata all’industria, le città e il territorio, la comunicazione e i mezzi di comunicazione, l’Università e la ricerca, le imprese e l’innovazione. Il Festival della creatività è questo: quattro giorni di seminari, mostre, incontri, performance, laboratori artistici. NELLA TORRE DELLA CANZONE
Cristiano Godano
The Tower of Song è un pezzo di Leonard Cohen dal testo brillante, dove la torre della canzone del titolo è il luogo metaforico (ma particolarmente fisico e toccabile) da cui lanciare frecciatine tra il sarcastico, l’autodifensivo e il desolato al “tu” femminile destinatario. È una curiosa e inusitata sottospecie della ben nota torre d’avorio dell’artista che, senza i pudori della convenienza, egli dichiara di abitare quale ottimo rifugio e pretesto per giustificare implicitamente mancanze e debolezze molto terrene. È nato con «un’ugola d’oro», lui, «e ventisette angeli dall’aldilà l’hanno legato al tavolo sul quale scrive i suoi versi»: le vicende nella vita si sono susseguite in modo tale che «ogni cosa» costruita durante la trascorsa relazione sentimentale «è andata perduta, e non ci sarà mai più occasione di attraversare insieme i ponti che ora», simbolicamente, «stanno bruciando». Egli, che sta «solo pagando l’affitto nello stesso luogo in cui Hank Williams tossicchia tutte le notti, cento piani più in su» (e con loro due, ovviamente, tutti i compositori di qualche rilievo di liriche per canzone), continuerà a scrivere i suoi versi «pazzo d’amore, ma senza far progressi». Poiché l’unica cosa che sa fare, per l’appunto, è scrivere canzoni brillanti e intelligenti sulle sue pene d’amore.
In questo rifugiarsi, in questa ammissione da artista che si rinchiude nel suo mondo, non c’è sfacciataggine esibita: c’è tanta ironia; di classe e divertita; ma mescolata ad altre componenti agrodolci che rendono il tutto fascinosamente composito. E, per l’appunto, brillante. E io, accantonando la componente divertita poiché non ne sarebbe giustificato l’utilizzo in questa sede, ma sperando altresì di mantenere il sottofondo di brillantezza preso a prestito, antepongo questa premessa dotata di ragguardevole citazione per potermi introdurre nelle poche ciance che mi verrà di ammonticchiare intorno al benemerito concetto della lentezza. Voglio infatti dire: nelle medioalte sfere della medioalta sensibilità e intelligenza delle persone che leggono una pubblicazione come codesta è ormai un dato acquisito che la realtà ordinaria e generica di tutti i giorni, quella che ci (le) assedia, che ci (le) pervade, che ci (le) definisce come esseri inseriti in un consesso civile che è quel che è, costringe a una frenesia e a una velocità di gesti e comportamenti per molti aspetti dissennate e condannevoli. La mia sperabile brillantezza dovrebbe risiedere nel fatto che, avendo avuto la cocciutaggine e la fortuna di fare l’artista nella vita, io sappia bene di ritrovarmi privilegiato nel mio essere felicemente avulso da certi meccanismi, non sentendomi quasi mai costretto a rincorrere le situazioni giornaliere con gli affanni e i timori di chi sarà presto tagliato fuori se non lo fa. Facile dunque, per uno come me, salire sul piedistallo e ammonire con l’indice gli sprovveduti che si lascino sfuggire di mano la vita stessa, la quale è una sola per tutti e non viene dai molti vissuta nella pienezza delle sue preziose implicazioni e dettagli, delle sue variegate sfumature e dei suoi molteplici intrecci eccetera eccetera. Credo in verità che per una certa fetta di questi “sprovveduti” sia ben chiaro che il mondo stia rotolando piuttosto male verso un parossisimo pericoloso, ma non mi pare sia per loro esattamente semplice svincolarsi, a livello individuale, da un sistema fagocitante ed essenziale. E dunque mi guarderò dal predicare o proferire banalità.
Ciò non toglie che elogiare la lentezza sia intento di meritevole e brillante valore, e allora, io, che sono persona lenta di costituzione – “vita da artista” a parte –, anziché elogiarla in contrapposizione alla cattiva società che corre (e si badi bene: la società siamo noi...), la elogerò di per se stessa provando a inanellare una minima successione di microeventi che arricchiscono la mia quotidianità nonché esistenza, e lo farò partendo dalle parti delle mie esperienze all’atto della creatività.
Ogni processo creativo del nostro gruppo è lento: musica e testi arrivano come risultato finale di poderosi e faticosi pensamenti (quelli che ci sono concessi dal nostro talento, grande o piccolo che sia), con le maniacali inclusioni e successive esclusioni di eventualità in forma di note o parole valutate senza fretta, facendosi beffe del tempo che scorre e che ci rammenta che è ora di mangiare, di fare la spesa, di assestarsi sui binari delle codificazioni attraverso cui il contesto sociale ingrana la sua marcia regolare a monovelocità costante. È piuttosto soddisfacente vivere la pienezza degli attimi dilatati secondo le esigenze più eterogenee – e dimenticandosi del mondo là fuori... – e in tali attimi il pullulare di minuzie che essi riescono a dispiegare sotto i nostri occhi e intorno ai nostri sensi rende perfettamente l’idea, al porvi mente, della affascinante complessità del reale, non più quello ordinario e generico, ma quello dettagliato e personalissimo che ogni spirito ricettivo può percepire conformemente alle proprie peculiarità. La lentezza, dunque, come la possibilità di imbibire un terreno prodigo di regali, riempiendosi di riflesso la vita e dimenticando le banali e tristemente inevitabili angustie del sedicente e dozzinale “stressato”. Nella nostra torre della canzone ciò è una regola, non un’eccezione, perché quei ventisette angeli di cui al testo del grande Cohen hanno legato ciascuno di noi al metaforico tavolo sul quale oziare ed elaborare forme, e chiunque abbia in buona considerazione la sensibilità dell’artista genericamente intesa, ha modo di invidiare genuinamente la grande fortuna che possiamo godere in questo senso: solo i pochi o tanti soldi guadagnati potranno semmai diventare discutibile discriminante in ultima analisi (i Marlene Kuntz, ad esempio e purtroppo, non saranno mai esattamente “ricchi”, se a qualcuno può interessare per un giudizio finale). Nella lentezza di questo lavorio incessante, volto ad addomesticare l’ispirazione e ad assottigliare le elucubrazioni, si sta, poi, molto con se stessi, ed è a mio parere un gran risultato ritrovarsi a conoscersi sempre un po’ di più: si potrebbe quasi dire, per deduzione, che è proprio per imparare a conoscersi che si scrive e che si compone musica. Ed è, infatti, nella mia esperienza quasi ventennale che, lasciandomi irretire e incantare dalle malie del fare artistico, ho avuto di me stesso una percezione sempre più completa e mista: a volte (e illusoriamente, forse) più definita, altre semplicemente più densa di decisive sottigliezze. E la mia sensibilità in tal modo acuitasi ha generato su di sé un compatto cumulo di piccoli e costanti progressi, che mi hanno sollevato ai ranghi di una certa qual, oso dire, integrità civile, equidistanziandomi dagli eccessi degli animi irosi e bellicosi. Mi colpì profondamente una dichiarazione che lessi in un’intervista fatta a un direttore d’orchestra che non conoscevo e di cui ora non rammento il nome, il quale, tentando di dare forza alle proprie argomentazioni intorno all’importanza di un ascolto attento e creativo di un pezzo musicale (e dunque paziente, ovvero… formidabilmente lento), sosteneva che se per estremo tutti fossero coinvolti, nella vita, in attività di questo tipo – gioiose anziché no – non ci sarebbe quasi più spazio per le guerre. Questa dichiarazione mi colpì profondamente per la portata di fantastica significatività che includeva e che è sotto gli occhi di chi l’ha appena letta: nonostante tutti i se e tutti i ma di un’asserzione che parrebbe ingenuamente riduttiva, tipica di un artista che venga a spiegarla dalla sua torre d’avorio, c’era, infatti, l’incontrovertibile verità definitiva che uno spirito nutrito di attenzioni certosine nello stare dietro allo svolgimento di una composizione degna, sarebbe così ricco di quei valori che i filistei etichettano come astratti e futili, che non vi sarebbero né il tempo né lo spazio per appiccicarsi alle collose idiosincrasie di chi è facinoroso per mancanza di meglio. Forza della musica nel suo grande potenziale forse rischiosamente astratto, ma… solo forse, solo forse…
Un’altra dichiarazione mi viene ora in mente per chiudere, che ha tutt’altro tono in conformità con chi la divulgò tramite un’altra intervista: Vladimir Nabokov, il grande romanziere russo-americano, il quale ebbe a dire con gustosa adesione di aver sempre molto gradito la vignetta di quel tale che, mentre cade dall’ultimo piano di un grattacielo, in prossimità del suo schianto si accorge sinceramente stupito di non avere mai notato un certo particolare della facciata dell’edificio. Questo spiega molto bene la testa nelle nuvole di chi sta dietro alle sopraccitate astrattezze e “perde” il tempo così, senza l’utilità di cui necessita il sistema social-produttivo per avere il genere umano al proprio servizio. Ma è nel vagolare del cervello appresso alle minuzie, nella scriteriata e sbarazzina dilatazione del tempo per raccoglierne quante più possibile, che risiedono le caratteristiche di base di un certo tipo di sensibilità, quella che, pur senza pretendere di “fare gli artisti” nella vita, concede il lusso di accorgersi della variopinta molteplicità di ciò che ci circonda.
Tratto da Slowfood 19
Le foto di Alex Astegiano ritraggono Cristiano Godano e Gianni Maroccolo sul palco dell'Ariston di Sanremo, per la festa dedicata al ventennale di Slow Food Italia.
e Tabulè (sabato 25). MondoPop presenta:
INDIE CLIP NIGHT
LA NOTTE DEI VIDEO D'ATTITUDINE INDIPENDENTE
I video dei gruppi italiani di attitudine indipendente spesso faticano a rientrare nel palinsesto delle TV specializzate in musica. Così si è pensato di intitolare una serata a nome di questi proiettandone alcuni per dedicare loro uno spazio in più.
Inoltre crediamo fermamente che i video, posto il lavoro che c’è alle spalle, non siano da confinare e ridurre alla stregua di spot pubblicitari “imbarazzanti” creati ad hoc per vendere i dischi. Altrimenti i registi che ci stanno a fare? Pensiamo pure che la dedizione e la fatica di un direttore della fotografia o di un cameraman, piuttosto che di un truccatore (perché no?) , di uno sceneggiatore e di un regista siano da riconoscere e rispettare. A noi pare una piccola occasione in più per rendere giustizia alla “categoria”. Ci si prova…
Un appuntamento itinerante in giro per i locali pensato, curato e presentato da Barbara Santi e Giorgio Valletta: due terzi di MondoPop (www.radiodigitale.info).
Si comincia giovedì 15 dicembre al Fluido di viale Cagni, 7, al Parco del Valentino di Torino…
Una sorta di “live-radio” visiva in cui i due conduttori presentano i video scelti per la serata, fornendo al pubblico informazioni utili e curiosità circa le band, le etichette e i clip in causa.
GIOVEDI’ 15 DICEMBRE
FLUIDO – Viale Cagni, 7
Parco del Valentino – Torino
Ore 22.30
Ingresso gratuito
Saranno presentati e proiettati gli ultimi video di: Grazie a: Mescal, Kom’art, Sentireascoltare.com, Alabianca, Eclectic Circus, V2, Santeria, Audioglobe, Redled Recording, Casasonica, Riotmaker, Black Candy Records, radiodigitale.info, il Fluido e i gruppi che hanno contribuito con il loro materiale, i registi e tutti coloro che hanno collaborato.
AFTERHOURS
KARIN ANDERSEN & CHRISTIAN RAINER
PAOLO F. BRAGAGLIA featuring MONICA DEMURU
IG (IVANA GATTI e GIANNI MAROCCOLO)
KAMA
MAMBASSA
MARTA SUI TUBI
N.A.M.B.
OFFLAGADISCOPAX
MARCO PARENTE
SANTO NIENTE
SCUOLA FURANO
SIKITIKIS
SUPER ELASTIC BUBBLE PLASTIC
YO YO MUNDI
info: mondopop@radiodigitale.info