

IN PRINCIPIO ERANO LE OMBRE
OLIO TELA IMMAGINI CORDE LEGNI VALVOLE
LIMONAIA VILLA STROZZI via pisana, 77 Firenze -ingresso libero
venerdì 22 dicembre 2006 ore 21.00
Béatrice de France - olio e tele
Gianni Maroccolo (pgr, ig, marlene kuntz) - basso, synth
Ivana Gatti (ig) - voce, theremin, tastiera
Luca Bergia (marlene kuntz, ig) - percussioni, elettronica
Daniela Savoldi (ig, caravane de ville) - violoncello, melodica
Atzmo (ig) - elettronica
da un'idea di Béatrice de France & Marco Ortolani Kuemmel
Roberto Galassini: riprese video - Bruno Bacciocchi: consulenza tecnica
Progetto che nasce dall'incontro tra Béatrice de France, pittrice francese - nata in Nuova Caledonia ed ebanista di formazione - attualmente operante a Firenze, Marco Ortolani Kuemmel - batterista dei Leanan Sidhe, ed il musicista, compositore e produttore Gianni Maroccolo, presente nella scena del rock indipendente italiano degli ultimi venticinque anni (in particolare come membro fondatore di Litfiba e Csi) e al momento impegnato con Ig, Pgr e Marlene Kuntz.
L'idea di partenza è quella della creazione di un evento unico, una "performance" basata sull'improvvisazione e che rappresenti al tempo stesso una completa interazione e fusione tra discipline artistiche - quali pittura e musica - che difficilmente si incontrano in eventi dal vivo.
Nel corso della performance le ombre si materializzano, la tela viene dipinta e prende vita.
Le linee mosse dai suoni sono in principio ombre per poi divenire altro: dalla penombra, dai tratti appena accennati, dalle linee in movimento, ecco che si alzano alberi, figure, volti e - al suono della musica - acquisiscono corpo, sostanza e volume.
IG LIVE @ TEATRO GENTILE (FABRIANO)
Sabato prossimo 16 Dicembre a partire dalle ore 19 presso il Teatro “Gentile” di Fabriano serata dedicata alla musica con il concerto della IG Band e con l’esibizione di alcune band musicali locali

L’iniziativa rappresenta il momento conclusivo del progetto Adolescenti, finanziato dalla Regione Marche e gestito dall’Ambito Territoriale Sociale n.10, volto ad avviare un percorso verso comunità più accoglienti, che possano farsi carico del disagio dei giovani e si attivino per prevenirlo, che ha visto coinvolti in prima persona i ragazzi quali promotori e destinatari delle attività.
Il concerto di sabato sera rappresenta il momento culminante di una “tre giorni” che avrà inizio giovedì 14 e che vedrà incontrarsi, riflettere e confrontarsi adulti e ragazzi sui temi legati alla prevenzione.
Sul palco alle ore 19:00 saliranno 2 gruppi emergenti del nostro territorio, i Soundsick e La mia unica certezza, per poi lasciare il posto alle ore 21:00 all’Ipotesi di Aspen, in attesa che alle 21:45 si esibisca la IG Banda.
Il gruppo rappresenta una importante novità nel panorama musicale italiano, ed è capitanato da Gianni Maroccolo, storico bassista di band quali CSI e Litfiba ed attualmente collaboratore dei Marlene Kuntz, ed è composto dalla cantante-compositrice Ivana Gatti e da membri di band protagoniste della scena musicale di rock alternativo quali i Marlene Kuntz ed i Caravane de Ville. Il concerto della IG Banda rappresenta una anteprima di grande valore in attesa che, a gennaio, il super gruppo dia alle stampe il loro nuovo cd.
INGRESSO AL TEATRO E’ LIBERO CON POSTO ASSEGNATO. Orario botteghino per assegnazione del posto: Venerdì 15 Dicembre ore 16,00-19,30 Sabato 16 Dicembre ore 10,00-13,00 ; 16,00-19,30; 20,00-21,15
"Urlo il mio sdegno, solo se c'è"

Si chiama S-Low l’ultima fatica dei Marlene Kuntz. Un disco fatto di sessioni live, ma soprattutto di brani meno d’impatto, forse, e più empaticamente sentiti, ovvero S-Low (lento). Pezzi come “La canzone che scrivo per te” o “Nuotando nell’aria” risulteranno i più noti, ma il ventaglio delle opzioni offerto dalla band cuneese è suggestivo. Il disco è accompagnato da un dvd tratto da una puntata del programma di Mtv: “Storytellers”.
Per farsi spiegare queste suggestioni Tgcom ha intervistato Cristiano Godano, cantante e chitarrista dei Marlene: una delle personalità più complesse e affascinati della musica italiana. Non è semplice dialogare con uno come lui: i suoi testi testimoniano una ricerca e una fatica artistica e letteraria molto rara.
Per inquadrare chi sono ora i Marlene Kuntz prendiamo a prestito una frase di “Bellezza” che ben sintetizza gli stati d’animo musicali della band: “Noi sereni e semplici o cupi e acidi, noi puri e candidi un po’ colpevoli per voglie che ardono: noi cerchiamo la bellezza ovunque”. E’ vero, mancano ancora tanti aggettivi per stilarne una sommaria biografia ma la voracità con la quale sanno stupire ci costringe sempre ad aggiornare il nostro vocabolario.
Cristiano non è la prima volta che vi approcciate un progetto simile, lo testimoniano “Come di Sdegno” e soprattutto “H.U.P. Live in Chatarsis”.
Questo progetto girava da tempo nella mia testa e avevamo il preciso intento di far capire la natura variegata dei Marlene che non solo quelli roboanti e distorti. Aggettivi questi che ci costringevano a un’etichetta limitante. Il live voleva far capire che si può venire a vedere un concerto dei Marlene senza per forza scendere in un campo di battaglia. Noi non vogliamo più equivoci intorno a noi. Noi faremo esattamente quello che vogliamo fare e non certo quello che un tipo di pubblico vuole da noi.
Gli MK negli anni hanno avuto una continua evoluzione. Una frase chiave in questo senso è contenuta nell’album “Bianco Sporco”. In “Mondo Cattivo”, infatti, canti: “Quanto più pudore tanti più stronzi che non apprezzeranno mai”. Questo disco live prosegue in un certo senso in questa direzione?
In questi anni ho capito una banalità: al pubblico piacciono le urla, piacciono le verità sbandierate con una spudorata certezza. I Marlene non sono così e forse pagano con questo pudore tutta una serie di equivoci intorno a loro. Io, invece, urlo il mio sdegno se c’è.
Il discorso con Cristiano si fa intenso e noi ci prendiamo gusto nell’approfondire. E allora cerchiamo di capire cosa sono davvero i Marlene “accusati”, a torto e dagli ascoltatori meno attenti, di aver ceduto alla “forma-canzone”. La nostra domanda nasce da un verso di Canzone di Oggi (brano di Che cosa vedi) “Più cercavo il suono sai più l’armonia faceva guai”.
È vero. Io nei testi spesso dissemino cose di questo tipo, se vuoi anche autoreferenziali. Il fan dei Marlene, però, sa tutto questo perché sa che l’arte è fatta di dettagli. Nei miei testi anche una sola parola può essere cruciale. Io questo risiede la mia onestà: nel fatto che non bleffo!.
Le biografie e le numerose interviste raccontano di un Godano ascoltatore di grandi compositori siano essi Bartók, Debussy o Scelsi. Quanto influisce questo sulla musica degli MK?
La mia attitudine non può che non essere influenzata da questi aspetti. Spesso la nostra musica cerca la sensibilità del tocco. Per esempio Riccardo (il chitarrista) mi chiede in anticipo i testi per interpretarli. È un modo questo per poter fare dischi sempre meno catalogabili.
Dopo tanti passi indietro fatti in questa chiacchierata ci spingiamo avanti ben consapevoli che nell’agenda della band cuneese c’è in programma un disco nel 2007.
E’ un momento cruciale anche più del solito. Attualmente chiunque ha intenzione di fare un disco lo fa con un senso di paura in più. Anche perché il disco, nel senso materiale del termine, sta facendo una brutta fine. Il problema grave di noi musicisti è quello di avere la pessima sensazione di dover lavorare un anno per qualcosa che durerà una settimana o poco più. Allora fare un disco diventa fondamentale perché ci sono tutte queste atroci consapevolezze.
Chiudiamo la nostra intervista a Godano e ai Marlene Kuntz con una sensazione gradevole: quella di aver ricevuto per ogni domanda una risposta multipla e ogni volta ricca. Come un inchino che si trasforma in capriola.
Saverio Grimaldi
fonte: tgcom.it