
L'INSOLITA COMPILATION
A dimostrazione che a volte internet
è davvero un interessante laboratorio di idee...
festeggiamo la nascita di un mini-sito
dedicato a questo progetto estemporaneo
www.pippolamusic.com/insolitacompilation/

NON CI SI FERMA
UN ATTIMO...
Mentre Gianni è impegnato nel tour dei Marlene, mentre diamo notizia del nuovo progetto IG (presto ci saranno delle belle sorprese) in rete si sta muovendo qcs...
Sulla colonna sinistra del blog trovate il link di un nuovo spazio dedicato a questa nuova avventura
estratto dall'insolito blog:
Beh, ora siate i benvenuti nel primo blog in assoluto che racconta la nascita di un progetto musicale. Un progtto che è tuttora in progresso. Una novità assoluta !
L'idea è nata dalla mente contorta di Gianni Maroccolo, ex-bassista dei Litfiba, dei C.S.I., attuale membro di PGGGR e di IG, produttore instancabile, musicista inarrestabile. Durante un mesetto abbondante di chiacchericci sulla musica elettronica sul forum di Gianni, ci siamo resi conto che detto forum era popolato da un certo numero di musicisti interessanti, giovani ( e non ), più o meno famosi o completamente sconosciuti.
Gianni Maroccolo, IG, Paolo Favati, Blume, Pietro Riparbelli, Cpt. Nice, A.M.boys ( e mi lascio per ultimo perché sono un signore ).
Così Gianni lancia l'idea: perché non fare una compilation più o meno autoprodotta di tutte queste belle genti ?
Entusiasmo a mille, scoppi di petardi, parole in libertà, creatività vulcanica.
L'intero forum di Maroccolo viene chiamato a contribuire. A dare l'idea del filo conduttore che lega tutto il lavoro arriva Ongii, membro veterano del forum e personaggio allucinante che tira fuori dal cappello ( rigorosamente un basco da operaio sovietico del 1952 ) l'idea di raccontare una giornata tramite la musica.
Ma quale musica ?
Musica elettronica, musica fredda ed austera per alcuni, modaiola e tunzettona per gli stolti rockettari incalliti, musica del tempo libero e della gentilezza per noi.
Dalle nostre stanzette illuminate dalla luce incerta di un monitor che rivaleggia con la luna, un brusio sommesso che filtra dalle cuffie, tracce, inviluppi, forme d'onda adatte a raccontare stati di coscienza più o meno alterati.
Un titolo: L'Insolita Compilation.
13 brani.
Una sfida alla Terra Piatta Musicale proposta dalle major.
Eccoci! con grande piacere scrivo sul forum! Sono Ivana, nonchè IG. di Alfredo d'Agnese
"E' il nostro disco più rilassato, ma anche quello che ci ha portato via più tempo". Sorridono i Bisca, tra le mura del loro studio, il Rock'n'Copp, al confine tra il cuore di Napoli e i primi segnali di periferia. Dopo quasi 25 anni di carriera, Sergio Maglietta ed Elio Manzo hanno ancora voglia di giocare con la musica. Il nuovo disco dei Bisca si intitola Ah! e potrebbe segnare una svolta, incontrare il grande pubblico. Merito di canzoni che, senza mai tradire una certa coerenza, parlano un linguaggio più diretto.
Un peso decisivo hanno le felici collaborazioni con Caparezza, Piero Pelù, Gianni Maroccolo e Pietro De Cristofaro che, rispettivamente, cantano e suonano in Facce (il primo singolo di Ah! ), Sono come tu mi vedi, Io sono qui e C'è un mondo che. Collaborazioni che non si sono fermate: Pelù e i Bisca hanno lavorato insieme a Il tuo futuro, brano scritto per un videoclip a cartoni animati realizzato da Lanterna Magica per un progetto della Comunità europea sull'ecologia.
Ah!, un disco di canzoni, ma soprattutto un punto di svolta.
Maglietta: Dopo 24 anni penso che sia il disco più vicino a noi, oltre al fatto che è il più aperto a un pubblico più vasto. Ho la sensazione che con il tempo si sia definitivamente definito il nostro carattere, che abbiamo raggiunto un modello ben preciso. E' come se si fosse codificato uno stile. Oggi non mi chiedo più se un brano o una canzone funziona o meno, ma mi interessa che abbia una certa identità. Mi piace ancora suonare per il gusto di farlo. Adoro stare nei suoni.
Che obiettivi si pone Ah!?
Manzo: Una delle cose più gratificanti è che il pubblico ai concerti conosca le nostre canzoni. Ci piacerebbe che i ragazzi si riconoscessero in questi brani. Questo album è il frutto della nostra voglia di complicità. Gli ospiti di Ah li abbiamo contattati tutti nello stesso modo, cooptati in nome di una passione comune. Maroccolo, Caparezza, Piero hanno partecipato per amore del progetto, senza fare calcoli.
Maglietta: Ci siamo rimessi in discussione insieme agli altri. Nella crisi generale (creativa, politica, discografica) l'unica via d'uscita è ritrovare il gusto delle cose. Da ragazzi noi musicisti eravamo più gelosi. Oggi lo siamo molto meno, abbiamo scoperto il gusto d'incontrarci e suonare insieme.
Come avete conosciuto Caparezza?
Maglietta: Lo abbiamo incontrato a Melfi, dove abbiamo suonato in una manifestazione operaia. Mi piaceva il suo modo di fare musica e di scrivere e fare musica. Poi ho scoperto la persona...
Manzo: Così abbiamo saputo che Michele (Michele Salvemini è il vero nome di Caparezza, ndi) da ragazzo era un nostro fan e conosceva tutti i vecchi brani. Ci accomuna il modo di lavorare sui testi, che pur schierati non sono mai militanti. Gli abbiamo spedito alcune canzoni senza chiedergli nulla in particolare. Ha scelto Facce, con un risultato sorprendente.
Siete nati nel 1981 come gruppo ska. Che cosa sono oggi i Bisca?
Maglietta: Non amiamo le classificazioni e i generi. Quando abbiamo iniziato a suonare, lo ska rappresentava la promessa di libertà e di possibili evoluzioni. E' una musica di confine che ha dentro di sé elementi di blues, di jazz, di reggae. Come l'hip hop. Invece il rock nel nostro Paese, oltre alla sua forza dirompente, è stato sentito come un fenomeno di simulazione di un modello angloamericano. In questi anni siamo cresciuti, cambiati, abbiamo sviluppato una matrice tutta nostra in cui sono riconoscibili l'amore per il funky e il jazz, ma fuori dagli schemi.
Manzo: Anche dal vivo è così. Stavolta riusciremo a dare al nostro pubblico uno spettacolo compatto che accontenti tutti con i nuovi brani e classici come La Bomba intelligente, Mustafà, Oggi non ho niente da dire.
In Rete:
Bisca (sito ufficiale)
tratto da www.kwmusica.it
IG
QUALCOSA INCOMINCIA A MUOVERSI...
Ne abbiamo già parlato tempo fa, ora questo fantastico progetto compie nuovi passi...
Vi consigliamo di consultare spesso il marok-sito per seguirne le tracce.
In home page potete ascoltare in esclusiva il brano "Giallo".
Ci farebbe piacere conoscere le vostre impressioni, come sempre potete farlo nei commenti 
LE PAROLE DI MAROK
NEL POST-PRIMO MAGGIO
Intervista realizzata dal portale www.girodivite.it
Gianni tu sei uno dei padri fondatori della musica rock italiana. Vorrei avere un tuo autorevole giudizio sulla scena rock italiana attuale
La situazione è rosea nelle cartine. Io ho modo di ascoltare tanta musica indipendente che ancora non ha trovato sbocco nel mercato. Ascolto demo, cd autoprodotti, vado a vedere rassegne, festival, ed è impressionante la qualità e la creatività che c’è in giro. Non c’è, credo, da parte di chi fa musica ancora la consapevolezza che non c’è da aspettarsi niente da nessuno. Bisogna rimboccarsi le maniche altrimenti non si esce allo scoperto. Perché il mercato, sia quello tradizionale che quello indipendente, non ha mai attraversato una crisi di idee. I media tradizionali poi ci metterono la loro parte non coprendo le band emergenti e questo fa il resto. Credo che siano, poi, sempre le avanguardie che debbano farsi il mazzo per far cambiare le cose. Se aspettiamo che qualcuno lo faccia per noi, non si va da nessuna parte.
Hai calcato il palco dei Csi, dei Litfiba ed adesso sali su quello dei Marlene. Cosa riesce a trasmetterti ancora, dopo venticinque anni, il salire su un palco?
Il palco è il momento migliore della vita del musicista. Ci sono due momenti belli nella nostra concezione di artisti: l’attimo in cui nasce il pezzo nuovo e il momento in cui sali sul palco. È il resto, ciò che sta intorno la musica, che ci ammazza un po’. La mia vita musicale è stata fortunata, ho suonato con gente meravigliosa e vedo che la cosa continua
Il tuo palco più emozionante?
Il palco più emozionante... e non saprei dirti adesso... Non il primo concerto con i Litfiba, fu abbastanza consapevole, eravamo tutti ubriachi. Forse il più emozionante è stato quello, sempre con i Litfiba, fatto al Sighall a Parigi. Ci si ritrovò dopo due anni di live in Francia con un locale strapieno e con il pubblico francese che cantava le nostre canzoni in italiano. Poi sono molte le volte in cui mi sono emozionato, momenti intimi, ed ogni attimo fa una storia a sé.
Come è stato il palco con i Csi?
Il palco dei Csi è stato grandioso. È stato molto emozionante lavorare con Giovanni Lindo Ferretti, senza voler nulla togliere a chi è stato nei Csi e che adesso si ritrova nella PGR, un qualcosa che và molto al di là della sola musica. Una questione di stima incredibile nei confronti di Giovanni. L’ho conosciuto prima come autore di splendidi testi, poi come persona, siamo diventati amici, diciamo che il cuore è li e qualunque cosa io faccia adesso deriva da li. La mia famiglia è quella, e spesso ci si ritrova. Anche quando suonavo nei Lifiba spesso andavo a vedere i loro concerti, quelli dei CCCP e qualunque altro progetto di Giovanni. Non sono mai stato mai tanto affascinato dall’iconografia dei CCCP dalle loro suggestive messe in scena ma, piuttosto, da Giovanni dalla sua capacità di far riflettere le persone. Per me è un insegnamento continuo avere a che fare con Giovanni