inserito da mau7mbre alle ore 11:43
giovedì, 31 marzo 2005

Marlene Kuntz,
la comune assenza di pudore


Dalla rabbia generazionale a uno sguardo etico universale. Così Bianco sporco vince in classifica.

Intervista di Giorgio Casari (tratta dal sito www.kataweb.it )

Bianco sporco è il titolo del nuovo disco dei Marlene Kuntz, appena uscito e già in classifica (questa settimana è al settimo posto). Un album parecchio atteso dai fan, dopo l'evoluzione più stratificata di Senza peso, e che mantiene le promesse del lavoro precedente: chiaroscuri, melodie qua e là in primo piano e una attenzione al testo delle parole che ci è sembrata uno dei suoi pregi maggiori. In mezzo, l'abbandono di Dan Solo del ruolo di bassista della band, sostituito da Gianni Maroccolo, figura chiave del rock indipendente degli ultimi vent'anni e la pubblicazione di una biografia ufficiale (Visione distorta, di Chiara Ferrari), in uscita per Giunti agli inizi di aprile. Cristiano Godano ci ha illuminato sulle ultime strade percorse dalla band piemontese.

Partiamo proprio dalla vostra biografia: un libro che avete seguito anche personalmente, se abbiamo capito bene.
Si tratta di un'opera su di noi, che abbiamo volentieri autorizzato ma in cui non siamo intervenuti personalmente. In altre parole, sapevamo che Giunti aveva affidato a Chiara Ferrari questo lavoro, messo assieme raccogliendo interventi di persone vicine al gruppo, amici e conoscenze, documentandosi su oltre dieci anni di presenza nel panorama musicale. Non ci siamo cimentati nell'autobiografia, quindi, nel senso che il nostro intervento si è limitato a una rilettura delle pagine scritte, senza che ci fosse alcun obbligo da parte dell'autrice di seguire le nostre eventuali osservazioni.

Non c'è magari il rischio di una celebrazione, pericolosa per il futuro?
Non credo proprio, innanzi tutto perché siamo in ottima salute, poi perché l'idea di scrivere Visione distorta è venuta all'editore, e abbiamo parecchio discusso sulla opportunità di farlo. Siamo insomma convinti che il tempo fosse quello giusto, purché l'operazione fosse stata condotta, come è stata, col giusto senso del pudore.

A proposito di pudore: la fine del vostro rapporto con Dan Solo ha un po' sorpreso, dopo tutti questi anni. Avete voglia di dirci come è andata in effetti?
Semplicemente, Daniele si è fatto sopraffare da alcuni disagi che si portavano avanti da anni, che abbiamo cercato di superare tutti assieme, ma purtroppo senza riuscirci. Non c'è stata una divergenza artistica, come qualcuno ha voluto sostenere, men che meno legata al fatto che ci fossimo "ammorbiditi" nelle sonorità. Sa, il rapporto fra i componenti di una band è come una storia d'amore: è difficile comunque portarla avanti per così tanto tempo, come abbiamo fatto noi. Ogni tanto qualcosa può rompersi.

Bianco sporco riserva una attenzione particolare alle parole. Come avete lavorato su quella componente?
Come al solito, con dedizione. Quelli che sono i versi delle canzoni sono legati a ciò che ero nel momento in cui sono stati scritti, sono la sua diretta emanazione.

Quindi sono legati alla sua vita, a livello autobiografico.
Beh, si parte dal mio punto di vista, cercando poi di raggiungere un significato universale, condivisibile da tante altre persone.

Per esempio un sentimento di tensione, di rabbia, che rispetto al passato dei Marlene Kuntz è meno generazionale e più etica, più globale.
Sì, c'è questa sensazione, che viene fuori in un pezzo come Mondo cattivo, per esempio. Ho in effetti sviluppato un altro rapporto con le parole, spero più maturo, e senza rinunciare al pudore nei miei confronti, anzi, riscoprendolo e sottolineandolo ancora di più. Alcune delle irritazioni più forti dei versi dell'album sono proprio rivolti alla totale mancanza di pudore contemporanea.

Riferimenti a Gozzano e Gadda, ricerca del termine migliore: molto farebbe pensare, ancora una volta, a un suo futuro impegno narrativo.
Su questo versante continuo a nutrire qualche riserva, ma meno di un tempo. E' per questo che ultimamente ho partecipato a un corso di scrittura e in generale sono più possibilista: la cosa che mi spaventa maggiormente è trovarmi di fronte alla fatica di un'architettura scritta, essendo un lettore esigente. Vedremo.

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argomento: interviste

inserito da mau7mbre alle ore 11:55
mercoledì, 30 marzo 2005

PG3R

 


LIVE FROM RADIO1

1 APRILE 2005 ORE 21.00

www.radio.rai.it/radio1


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argomento: live

inserito da mau7mbre alle ore 23:29
mercoledì, 23 marzo 2005

Il “trio” ti offre maggiori possibilità di espressione a livello personale, dato che, a mio parere, uno degli elementi che tiene in equilibrio un gruppo è appunto la capacità di sapersi “limitare” e di “sottrarre”. In gruppi atipici come Csi e Pgr questo equilibrio fino a quando non veniva messo in discussione, viveva e teneva ben vivo il progetto. Nel momento in cui ci si è messi ad analizzare l'alchimia quasi magica che rendeva possibile questi progetti, e/o addirittura a metterla in discussione, puntualmente sono sempre arrivati i guai. E l'ego ha spesso preso il sopravvento sulla logica e sul cuore. Ma si sa, siamo essere umani quindi, imperfetti e pieni di limiti. (...)


Questo è solo un estratto dell'intervista rilasciata da Marok al sito nixzine.org

leggi qui tutta l'intervista, oppure nella sala stampa del sito.

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argomento: recensioni

inserito da mau7mbre alle ore 23:59
venerdì, 18 marzo 2005

MaroK intervistato da KDCOBAIN.it

1) Mettere in piedi una nuova band è sempre una sfida. Come è cambiata la tua visione della musica negli anni?
Non è cambiata molto. Da sempre ho scelto di condividere la musica con gli altri e mi risulta davvero strano pensarmi "solo" a suonare. Ci provai con Acau ad inziare da solo ma poi si è visto alla fine com'è andata a finire.
Anche quando produco "artisti solisti" lavoro in questa direzione. Di solito metto in piedi x l'occasione una "band" ad hoc che garantisca al progetto una sua omogeneità emozionale. Pgr è caso a parte però. Sotto certi aspetti, un'azzardo dopo la chiusra dei Csi. Abbiamo provato a ripartire da zero in tutti i sensi ... andare altrove artisticamente, ma forse è stato, almeno per qualcuno di noi, come violentarsi. Non a caso abbiamo perduto "pezzi importanti" in questo cammino ed è inopinabile che allo stato attuale io viva una sorta di "incompiuta" pensando a Pgr. In ogni caso D'anime e d'animali ci ha dato la conferma che forse abbiamo ancora qualcosa da dire e soprattutto, che siamo vivi.

2) Qual è la risposta del pubblico a questi cambiamenti di formazione?
Variegata. Eterogenea. Un pò come le persone che ci seguono. Coloro che amano questa storia umana e artistica provengono da almeno tre generazioni e quindi le reazioni sono assai diverse. Mi scrivono persone di 50 anni che mi dicono che preferiscono non venire nei concerti nei locali perchè c'è troppo casino, che preferivano il percorso intrapreso con Zazou ... Ragazzi che invece alla fine dei concerti ci dicono: bentornati!
Una sorta di comunità molto frastagliata ma molto affine come "bellezza d'animo e di pensiero". Da esserne davvero orgogliosi.
E' ovvio che i cambi di formazione creino tristezza, timori. Che spesso alimentino voglia di "passato", ma credo che ormai da noi tutti si aspettino un pò di tutto... Ogni tanto mi scrivono che ormai le "sigle" e le formazioni non hanno più alcun significato .. come dire ... è una questione fra "persone" ...
E per molti, come per me, l'importante è che si continui a fare musica ...

3) La vostra musica non fa parte del grande circuito radio-televisivo nazionale. E' una vostra scelta o come viene risposto a tanti artisti "non fa parte del nostro target"?
E' sempre stata dura la convivenza fra media in genere e Csi/Pgr. Spesso siamo stati tagliati fuori a priori per "paura" o perchè visti "ideologicamente schierati" (e questo succedeva anche prima, sia chiaro). Altre volte volte invece abbiamo detto di no noi ... Col passare degli anni poi è diventata una scelta naturale di limitare tutto o quasi a fare dischi e concerti.

4) Negli ultimi lavori dei PGR si sentono molto le radici C.S.I., l'evoluzione della musica secondo voi è necessariamente una reinterpretazione di ciò che è stato nel passato?
Come dicevo prima, Il primo album di Pgr lasciava presagire un percorso alternativo a Csi ... forse, una sorta di nuova vita che nasceva dalla fine di quella grande storia. Purtroppo non ci è stato possibile verificare se si trattasse di "nuova vita". Personalmente rifuggo assolutamente dalla reinterpretazione del mio passato musicale ... faccio di tutto per sperimentare continuamente con e al di fuori del gruppo. Se, come dice Giovanni, mi sentissi una sorta di juke box o percepissi i Pgr come tali, proverei a cambiare le cose o me ne andrei. Ma questo, sia chiaro, non va interpretato come scelta che rinnega il passato .. ci mancherebbe ... sono orgoglioso di quanto combinato con Litfiba, Ccccp, Csi, Pgr in questi anni ...
e tutto sommato anche del mio piccolo contributo come produttore artistico, ma è una mia esigenza vitale quella di andare "oltre", di non sedermi e di non adagiarmi mai sulle mie piccole concquiste.
Perlomeno ci provo ...

5) L'asse sulla quale oscilla la vostra musica anche nelle formazioni passate è sempre stata forse quella della provocazione. E' ancora così?
Dissento da questa tua valutazione. Forse ti riferisci ai Cccp ... in questo, in parte, mi sento di darti ragione, ma non credo che questo valga per me che in quegli anni suonavo nei Litfiba e soprattutto che non valga per Csi e Pgr.
Non ritengo Giovanni un provocatore ... mi piace pensarlo come una persona che attraverso le sue parole e le canzoni, ti "obbliga" a riflettere.
Spesso Ferretti viene frainteso pesantemente ... cosa che capita non solo a lui ovviamente ... Se dice qualcosa che in un dato momento non condividiamo ci torna comodo pensare ad una "provocazione", ma non credo proprio che queste siano le intenzioni che lui cela dietro alle sue parole che sono, è bene ricordarlo, la trasposizione in "testo" dei suoi pensieri, dei suoi stati d'animo, del suo sguardo sulla vita e sul mondo.
Ma ricordiamoci che tali parole vanno sempre contestualizzate in un determinato spazio temporale ed esistenziale ... come dire: Non si pretenda da Giovanni coerenza nè tantomeno si prenda come oro colato ciò che dice con la pretesa che poi non cambi idea. E' un essere umano come noi tutti e grazie al Cielo è talmente intelligente e profondo da avere il coraggio di rimettersi spesso in discussione.

6) Come è cambiato il tuo rapporto con il palcoscenico negli anni?
Credo sia un pò meno "animale e istintivo". Da anni mi piace più ascoltare e godere dell'insieme e cerco di suonare un pò meglio stando attento a volte a controllare un pò le emozioni. E non è semplice in un gruppo di "umorali e psicolabili doc" eheheheh .... Ma credo che la capacità di emozionarsi per ciò che tutti insieme riusciamo a creare su un palco sia la pregiudiziale per poter sperare di emozionare e condividere ciò che si fa con chi ci ascolta. Invecchiare con dignità (come spesso dice Giovanni) aiuta non poco in tal senso. Ho un ottimo ricordo ad esempio del tour teatrale di Pgr ... riuscivamo a far suonare i silenzi e si creava una tale tensione emotiva da far mancare il respiro.

7) Ognuno di voi ha sviluppato progetti solisti. Da dove nasce l'esigenza di esprimersi singolarmente? Scelte musicali diverse?
Non saprei davvero. Credo che una delle cause del patatrac dei Csi fu appunto quello di voler a tutti i costi canalizzare ogni singolo progetto e/o idea nel gruppo. Tutto o quasi diventava "progetto del gruppo".
E questo in una band è molto pericoloso perchè l'alchimia che tiene unito un gruppo è molto delicata. Sono equilibrii molto labili che hanno a che fare con molteplici aspetti ... l'ego, la voglia di esprimersi, il come, il quando etc..
Artisticamente per essere "parte" di un gruppo devi sottrarre grosse parti di te stesso, fare dei passi indietro perchè "tutto" è cmq troppo. Se poi ci metti che sia Csi che Pgr era/è insieme formato da personalità "molto forti" beh, risulta più salutare e giusto che ognuno si viva progetti ed esperienze anche x suo conto.

8) Come è stato lavorare con Hector Zazou alla produzione?
Una bella esperienza sotto tutti i punti di vista. Hector è un' artista incredibile. Un manipolatore del suono sopraffino. Ha un modo di vivere e concepire la musica opposto al nostro, ma confrontarsi con lui in quel periodo fu, come dire, propedeutico e sorprendente !
Noi, chi più che meno, volevamo provare ad andare "altrove" e lui è stato un magnifico "traghettatore" ... Personalmente amo moltissimo il primo album dei Pgr ... Mai come in quel disco ho sentito Giovanni e Ginevra esprimersi a così alti livelli. Spiazzante. Sorprendente.
Quello che ricerco nella musica ... che la suoni o che l' ascolti.
Emozioni. Molto, molto forti.

tratto da www.kdcobain.it ilaria, 18/03/05

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argomento: varie

inserito da mau7mbre alle ore 07:24
venerdì, 18 marzo 2005

UOMINI IN FRAC:
OMAGGIO A DOMENICO MODUGNO



Domenica 10 aprile
CORREGGIO (RE), TEATRO ASIOLI, ORE 21:00
“Uomini in frac: omaggio a Domenico Modugno”
SERVILLO / FERRETTI / MESOLELLA / GIROTTO / PETRELLA /
REA / DI CASTRI / CALCAGNILE / EPIFANI
Peppe Servillo – voce; Giovanni Lindo Ferretti – voce; Fausto Mesolella – chitarra;
Javier Girotto – sax, clarinetto; Gianluca Petrella – trombone; Danilo Rea – pianoforte;
Furio Di Castri – contrabbasso; Cristian Calcagnile – batteria;
Mimmo Epifani – mandola, mandolino

Alcuni dei principali esponenti del rock d’autore e del jazz italiano rendono sentito e doveroso omaggio a colui che con la sua voce potente e carica di sensualità rivoluzionò letteralmente la canzone italiana: con l’urlo di “Volare” Domenico Modugno scardinò negli anni Cinquanta i luoghi comuni della canzonetta nostrana, lanciando un messaggio musicale, ma non solo, che in molti avrebbero poi raccolto. Oggi, a distanza di decenni, il mito di Domenico Modugno non ha infatti perso nulla della propria forza e la sua lezione rimane per molti artisti un modello ineguagliabile. Peppe Servillo, Giovanni Lindo Ferretti, Danilo Rea, Gianluca Petrella, Javier Girotto e tutti gli altri musicisti coinvolti in questa produzione originale sono consapevoli dell’importanza del grande Mimmo: il loro sarà dunque un omaggio rispettoso, ma da personalità controcorrente quali essi sono è lecito attendersi qualche piccolo tradimento, qualche piccola libertà. Ma sempre dimostrando quell’affetto che si prova per gli autentici maestri.
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argomento: live

inserito da mau7mbre alle ore 08:51
sabato, 12 marzo 2005

MK: FINALMENTE NEI NEGOZI



E' uscito finalmente il nuovo lavoro in studio dei Marlene Kuntz.
Il portale Rosso Alice dedica uno spazio importante alla band http://live.rossoalice.it/marlene_kuntz/index.html dove troverete immagini, video, fotogallery e la biografia...

Ne abbiamo più volte parlato sia sul blog che sul sito (a proposito... nella sala stampa del maroksito trovate delle interessanti recensioni) , a questo punto aspettiamo di raccogliere le vostre impressioni e  pareri.

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argomento: uscite discografiche

inserito da carpa alle ore 07:41
giovedì, 10 marzo 2005

E’ doveroso che io ricordi a tutti coloro in cerca di un’alcova in cui ripararsi e ritrovarsi in ricordo e in memoria di quel grande gruppo che fù Cccp Fedeli alla Linea, che hanno sbagliato luogo.
Sia chiaro da subito, che io ho amato davvero tutto o quasi dei Cccp, ma lo sia altrettanto che per me quel tempo è finito.
Io sono un musicista, non sono un’ “artista del popolo”. Mai stato tra l’altro.
Forse c’è un malinteso di fondo molto fastidioso ... E credo sia giunto il momento di chiarirlo una volta per tutte.
Il “carpasito” con annessi blog e forum, nasce come “luogo dove informarsi, documentarsi, e discutere principalmente di musica. Di musica che ruota intorno a me, a chi si sente affine. Che tratta musica di altri, musica del mondo, anche musica del passato e, spero, del futuro.
Inoltre, io e tutti coloro che collaborano al sito, cerchiamo di informare tutti coloro che sono interessati a ciò che combiniamo sia insieme che da soli, io, Giovanni e Giorgio, e una serie di amici e di altri musicisti e creativi in genere, che stimiamo sinceramente. Sono orgoglio del mio passato e di quello delle persone con cui suono e collaboro da anni, ma onestamente non ne posso più di certe affermazioni per di più manco firmate.
Legittimo che ognuno pensi e scriva ciò che vuole ... Ci mancherebbe altro ... Infatti anche io mi arrogo il diritto di farlo.
Ma mi sento davvero in dovere di dare un consiglio a tutti coloro che si sento ancora “fedeli alla linea” e che più che di musica si occupano, di forma, di politica, di ideologia, e simili ...
Non perdete tempo a bazzicare da ste parti. Io non sono fedele a niente, se non alla mia coscienza individuale e all’ etica. E alla buona musica ovviamente.
Lo ripeto, sono un musicista e mi garba ospitare in queste pagine anche e soprattutto musicisti e artisti che niente hanno a che fare con quella “linea” e con quel modo di concepire e vivere la musica.
Qui non si parla e non si è parlato solo di progetti vissuti e finiti quindici anni fa. Questo non è né il sito dei Cccp né quello dei nostalgici dei Litfiba prima maniera.
E’ il sito di un uomo e di un musicista che sta cercando da sempre di andare oltre e di essere “APERTO” verso tutti e tutte le forme espressione. Ho vissuto per troppi anni “ghettizzandomi” e pensando di essere dalla parte dei “buoni-giusti” ... Grazie a Dio sto cambiando, sto cercando di andare avanti, senza rinnegare ovviamente ciò che sono stato, che sono, e quanto vissuto in questi meravigliosi anni.
Non voglio più ragionare coi paraocchi .... Non voglio più avere a che fare con l’ovvio ... Ho 45 anni, scusatemi, ma ne ho davvero le palle piene dei soliti discorsi di sempre. Ho già dato!
Renga vince sanremo xchè ha la giacchetta giusta?  Oppure,  “oooohhhhhh” ... che ci fa Renga qui?  
Renga è un mio amico. Un’artista con cui ho collaborato. E’ una spledida persona. Ed è anche uno dei migliori cantanti in circolazione in italia.
Canta musica Pop e va a sanremo. E lo vince !!! Perché? Semplice ... xchè lo ha meritato!
Per queste ragioni lui è nel “posto giusto” ... Sono altri che non lo sono.
Ma sbaglio, o noi alternativi e “giusti” non avremmo dovuto essere davanti alla tele a guardare sanremo? Pura ipocrisia. Esiste da sempre e spesso,ahimè, è pure in buona fede.
Forse qualcuno al concerto di Ancona (l’ultimo) avrà sentito Giovanni rispondere a chi continuamente gli massacrava i Santissimi sul passato ... Parlò di pornografia....
Beh, la penso come lui.
Ve lo giuro, non c’è né acredine né astio nelle mie parole ..... Quando ero fra i buoni e giusti ero intollerante, ora no davvero.
Sono parole sincere che sinceramente vengono dal cuore. Questo è un luogo dove si parla di “musica” ... DI TUTTA LA MUSICA POSSIBILE !
Non state a perdere il vostro prezioso tempo ... Se cercate “altro”, questi luoghi non fanno per voi ... Cercate altrove.
Ideologia, politica, educazione civica, impegno sociale “concreto” hanno sempre fatto parte del mio “privato” ... La musica ne è sempre rimasta al di fuori.
Detto questo ribadisco nel modo più assoluto che ognuno è libero di pensare, scrivere o dire ciò che vuole.
Io la penso così.

Marok

Ps. Personalemente sono orgoglioso che Mau abbia ospitato Renga nel ns umilissimo blog e strafelice di leggere che non tutti la pensano allo stesso modo. Un futuro migliore forse è possibile.


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inserito da mau7mbre alle ore 07:46
martedì, 08 marzo 2005

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argomento: varie

inserito da mau7mbre alle ore 14:15
lunedì, 07 marzo 2005

AND THE WINNER IS...

Francesco Renga


Dopo aver vinto nella categoria "uomini" Francesco viene tele-votato come vincitore assoluto del 55° FESTIVAL di SANREMO.

Complimenti!!!

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argomento: varie

inserito da mau7mbre alle ore 10:33
giovedì, 03 marzo 2005

FORZA FRANCESCO!!! 



''Non me l'aspettavo...
Quando, dopo la serata, ho riacceso il telefonino ho trovato tantissimi sms. Sono contento.
Hanno scritto che 'Angelo' e' stata ispirata dallo tzunami nel Sudest asiatico: e' vero ma questa e' solo una delle tante emozioni che ho messo in questa canzone''

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argomento: varie