
Per chi non l'avesse ancora "scovata"...
è in onda un'interessante videointervista a Marok disponibile sul sito RockOnLine Streaming (20 min - Windows Media Player)
Buon ascolto / visione su
http://streaming.rockol.it/maroccolo.asp
NUOVI AGGIORNAMENTI SU www.giannimaroccolo.com
Salve a tutti, superati un po' di problemi di natura tecnica, ecco a voi il sito ufficiale di Marok con un po' di piacevoli sorprese ... andate a scovarle!
Ciao, Sergin0
Vi presentiamo quest'evento che, pur non riguardandoci direttamente, ci sembra molto interessante.
Ciao,
Sergin0
PICCOLO FESTIVAL DELLA LETTERATURA
4.5.6 giugno 2004_Bassano del Grappa_Palazzo Bonaguro
for info: piccolofestival@yahoo.it
Palomar organizza il primo, piccolo festival della letteratura a
bassano. ogni sera, dalle 18 alle 23, ombre e cichéti, bookshop,
book-crossing, dj-set, jam sessions, live art, etc.
ingresso gratuito
_programma:
ven::04::giu
[19e00] >> apertura >> welcome drink
[19e30] >> reading & music >> Contestazioni amichevoli: parole, suoni e
immagini si rincorrono e si tamponano a Palazzo Bonaguro.
[21e00] >> Wu Ming + ElSo >> Il collettivo letterario presenta Guerra
agli umani, il nuovo libro di WM2, accompagnato in un reading
"elettronico" dagli ElSo, directly from Bologna.
sab::05::giu
[18e00] >> apertura
[18e30] >> La qualità dell'aria >> Un'ammucchiata di autori presenta 19
storie raccolte e accostate come pezzi di un mosaico che racconta il
nostro tempo, un tempo in cui superare le difficoltà del vivere "qui e
adesso" non è mai banale.
[21e00] >> Giancarlo De Cataldo >> presenta Romanzo Criminale,
attorniato da assassini romantici, un poliziotto arrapato e un oscuro
vecchio: dove finisce il racconto e dove inizia la Storia?
dom::06::giu
[18e00] >> apertura
[18e30] >> Gianfranco Bettin presenta Nemmeno il destino e l'ultimo
Nebulosa del boomerang.
[21e00] >> Tiziano Scarpa + Aldo Nove >> La più grande balena morta
della Lombardia si tuffa in un mare di ombelichi, ascelle, palpebre e
capezzoli. Aldo Nove e Tiziano Scarpa amalgamano amorosamente i loro
due ultimi libri in una serata di letture goduriose.
L'EDITORIALE
Lo scudetto nella bara
di VITTORIO ZUCCONI
Negli anni più torvi della guerra fredda e di quella ossessione ideologica che stregò brevemente la democrazia americana con il volto di un senatore chiamato McCarthy, l'edificio di oscenità e di menzogne creato dalla caccia alla streghe crollò simbolicamente e definitivamente quando l'avvocato difensore di uno degli accusati chiese, in diretta televisiva, al senatore: "Ma lei non ha più alcun senso di dignità e di pudore?".
Ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di ripetere quella domanda, nell'Italia della televisione addomesticata e anestetizzata, al capo dell'esecutivo italiano, al nostro Presidente del Consiglio che festeggiava la propria miserabile gloriuzza in uno (scandaloso) torneo di pallone mentre i suoi soldati, i suoi fratelli d'Italia, si battevano per lui, per
la stoltezza dellle sue decisioni di stratega dilettante?
Esiste ancora qualche decenza, qualche comune senso del pudore e del rispetto umano, nel leader politico nazionale che preferisce dedicare un pomeriggio al Milan piuttosto che restare in quello studio a Palazzo Chigi dove noi cittadini lo abbiamo cortesemente inviato a spese e per conto nostro, per mostrare, per almeno creare l'impressione che le gambe di soldati italiani impegnati in battaglia siano più importanti delle gambe dei calciatori miliardari che hanno preso a pedate un pallone per lui?
Sapevamo tutti, domenica pomeriggio che lo scontro di Nassiriya non era un incidente qualsiasi nè una "operazione di pace" andata storta, come la grottesca finzione ufficiale ancora pretende di definire la situazione dei nostri reparti combattenti nel sud dell'Iraq. Eppure la voglia propagandistica di sfruttare ancora una volta le pailettes di un successo
sportivo, la vanagloria del tifoso e padrone che vuole apparire il condottiero trionfante di una infantile guerra sportiva vinta mentre è in corso la disfatta nella guerra reale è stata irresistibile. Non basta certamente per salvarsi la coscienza essere informati "minuto per minuto" come se la cronaca di una battaglia fosse l'equivalente di un radiocronaca calcistica e la vita di soldati spediti con l'inganno fosse assimilabile a un rigore o a un gol.
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Se a chi ci governa fosse rimasto un briciolo di quel pudore e di quella dignità che l'avvocato difensore delle vittime dell'inquisizione maccarthysta non trovò in quell'America tanto lontana e purtroppo tanto vicina, il solo atteggiamento dignitoso e realmente patriottico, anche se ormai inutile, sarebbe stato almeno evitare la festa dell'idiozia pallonara e rinchiudersi nel riserbo del padre che trema per la vita dei propri figli. George Bush, che pure del nostro Presidente sarebbe il maestro di pensiero e il protettore internazionale, ha rinunciato in questi giorni addirittura a partecipare alla cerimonia della laurea delle figlie, uno dei momenti di maggiore e giusto orgoglio per un
padre, per non creare l'impressione di rallegrarsi per successi privati mentre la famiglia americana subiva i traumi delle torture, dei rovesci militari e delle morti atroci degli ostaggi. Il nostro Presidente non ha rinunciato alla festa del Milan.
I soldati italiani che combattono e muoiono in Iraq sotto la bandiera di una menzogna sfacciata portano cucito sulla manica uno scudetto tricolore, come la squadra che vince il campionato, ma per 18 di loro non ci saranno feste nè premi partita, nè sorrisi compiaciuti e servili di dirigenti tronfi e ciambellani e giullari convocati alla corte del signore. Per loro, soltanto le bare, fasciate nel patriottismo falso di chi li ha mandati a morire, ma, mentre morivano, preferiva "esultare".
La sola coppa possibile, per quelli che restano ancora, sarebbe il ritorno a casa, da una missione falsa, non sconfitti dal nemico, ma da chi li ha adoperati come giocatori di quarta serie, come carne da cannone, senza decenza, senza dignità, senza verità. E ora dovranno subire anche l'ultima umiliazione della retorica patriottarda e impudente di chi accoglierà la bara, tra lacrime di coccodrillo e alè olè alè.
Meloria's Ballade
(Gianni Maroccolo/Cristina Donà)

Di Giovanni Ballerini, redazione Scanner.it
A.C.A.U. – La nostra Meraviglia è un album epocale nel senso che Marok, come lo conoscono amici e colleghi, ha provato a dipingere la propria epoca musicale. Fedele alla propria riservatezza, Gianni Maroccolo ha cominciato a raccogliere idee e visioni. Così nel 2002 ha confezionato 2 album strumentali a proprio uso e consumo e poi ha cominciato a chiedersi cosa avrebbe potuto farne di questa musica. Ecco allora che ha pensato ai tanti amici con i quali ha seminato bellezza e novità nel panorama musicale italiano (ma non solo) dai primi anni ’80 a oggi.