
A.C.A.U. AL CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO A ROMA!!!!
Ragazzi e' con immenso piacere che vi comunichiamo la presenza di Gianni Maroccolo e la banda di A.C.A.U. al celeberrimo concerto del Primo Maggio di Piazza San Giovanni a Roma. L'esibizione e' prevista per le 23.30 ... per tutti quelli che non potranno esserci di persona, c'e' sempre la diretta TV!
E le novità non sono finite qui! E' attivo da oggi il Forum Ufficiale di Gianni Maroccolo a questo indirizzo: http://www.giannimaroccolo.com/forum/ ... attendiamo le vostre visite ed i vostri contributi!
Ciau, Sergin0
MAROK A CORREGGIO
PER LA PRESENTAZIONE DI ACAU
Continua il viaggio di
"ACAU - La nostra Meraviglia" in giro per l'Italia.
La prossima tappa sarà Venerdì 30 aprile presso il Teatro Asioli di Correggio
COORDINATE:
Quando: venerdì 30 aprile 2004
Dove: Teatro Asioli
Ore: 21.00
Ingresso Gratuito
E' possibile prenotare il posto scrivendo a: nomusic@email.it
All'atto della prenotazione bisogna indicare: nome e cognome, indirizzo e-mail, recapito telefonico, città di provenienza ed il numero di posti che si intende riservare.
L I V E @ FUTURE CENTRE
Il palco...prima dell'esibizione
Carpa!
Maroccolo, musica tra amici
Collaborazioni doc nel disco solista
Gianni Maroccolo è un pezzo di musica italiana. La sua carriera e la sua vita si sono intrecciate con Litfiba, CCCP, CSI e PGR. Produttore e scopritore di grandi talenti negli ultimi anni, Maroccolo esce ora con "A.C.A.U.", un album che l'autore definisce "multisolista" e che si preannuncia come l'evento discografico dell'anno. Vi partecipano (tra gli altri) Pelù, Battiato, Agnelli, Canali, Ginevra Di Marco, Lorenzo Cherubini, la Donà, Renga, Raizz e la Consoli.
Nei negozi dal 16 aprile, "A.C.A.U. - La Nostra Meraviglia" propone una lista di ospiti sorprendente, che Maroccolo "liquida" dicendo: "Sono tutti cantanti con cui ho condiviso questi quasi 25 anni di musica. Con molti di questi ho avuto il piacere e la fortuna di collaborare a vario titolo. Altri sono stati e sono essenziali a livello personale. Sia tutte persone che adoro e stimo a livello umano”. Non è sbagliato considerarlo un album epocale, nel senso che l'autore ha voluto dipingere un'intera epoca musicale, dove sono compresi anche mondi diversi tra loro. Nel "concepimento" di quest'opera, Maroccolo ha pensato ai tanti amici con i quali ha seminato bellezza e novità nel panorama musicale italiano dai primi anni '80 ad oggi.
Bassista e fondatore dei Litfiba negli anni '80; artefice di uno storico incontro con gli ex-CCCP, Ferretti e Zamboni, con i quali naviga dieci anni in un Consorzio di Suonatori Indipendenti, i CSI; produttore (Timoria, Diaframma, CCCP, CSI); discografico "visionario" che con il CSI. lancia i Marlene Kuntz. Marok incontra pure Robert Wyatt e gli regala un amorevole e toccante album tributo al quale partecipano molti degli "amici" che oggi si rivedono in "A.C.A.U.": Lorenzo 'Jovanotti' Cherubini, Cristina Donà, Andrea Chimenti, Giorgio Canali, Manuel Agnelli, Raiz.
Un disco "multisolista", lo definisce Maroccolo. “Non sono mai riuscito a vivere la musica come un qualcosa di 'personale" dice l'autore "Per me la musica deve essere messa in circolo. Deve essere condivisa”.
E racconta “Ci ho provato. Inizialmente ho pensato di fare un disco strumentale, qualcosa di molto minimale magari da distribuire solo sul web. Così mi sono ritrovato a comporre oltre 3 ore di musica nella mia bicocca marina. In totale solitudine, per la prima volta nella mia vita. Come ai tempi dei Litfiba quando passavo le nottate da solo o con Magnelli, a delirare sul mio vecchio Revox a nastro. Ma dopo un po' mi sono reso conto che qualcosa non andava. Mi mancava la voce. Mi mancavano le parole. E così ho iniziato a sognare di sentire le “voci” della mia vita adagiarsi sulle mie note musicali. Mai e poi mai avrei creduto che tutti mi avrebbero detto di si. Ho iniziato a scrivere delle lettere proponendo di collaborare a questo disco e tutti mi hanno risposto. Una meraviglia. Una sorpresa. Ancora oggi stento a credere che sia vero”.
recensione tratta da www.tgcom.it
Salve a tutti!
Volevo ringraziarvi per il bello che ci state regalando in questo periodo! Per noi tutti e' un momento di iperlavoro e di iperstanchezza ma, vi giuro, sapere che tutto cio' e' diretto a gente come voi, non fa altro che riempirci il cuore ....
solo grazie ..... Sergio - webmaster@giannimaroccolo.com
p.s. pubblico una lettera che ci e' pervenuta ... un modo per ringraziarvi tutti, un simbolo ...
Ciao,
non voglio tediarti troppo, immagino riceverai valanghe di mail, quindi non ti preoccupare per l'eventuale risposta, ma due righe post ascolto di Deus ti salvet Maria volevo scrivertele.
Innanzitutto puoi vantare quasi più "sardità" di me, io non posso competere, mi pare, con la tua quantità di sagre e concerti di Maria Carta (anche per questioni anagrafiche, dato che ho 25 anni). Caspita, non sapevo che avessi vissuto qua, in un periodo tra l'altro parecchio caldo. Eh si, hai l'"imprinting" (come dice Guccini) sardo, sei contaminato a vita!
Ho ascoltato lo streaming prima di ricevere le tue mail, e mi ha fatto piacere che sia andata così, perché dopo un paio di ascolti ho pensato "com'è possibile che 'sto toscanaccio sia riuscito a farci respirare il maestrale delle nostre parti, pur senza scadere nel revival folcloristico?". E con me erano d'accordo i due amici proprietari del pc...
Mi piace molto la progressione che hai creato. La prima strofa è accompagnata da uno sfondo sonoro quasi "agreste" (mi pare si sentano anche i campanacci del bestiame), e la voce si capisce abbastanza che è locale. Nella seconda parte un tappeto elettronico, comunque non invasivo, che poi sfuma un po' nella terza strofa con l'uso della chitarra acustica, su cui canta e recita Nina Maroccolo (e lei no? Ma canta e recita o son due voci diverse? La qualità della mia scheda audio lascia un po' a desiderare...), davvero brava. Poi interviene Andrea Lepri, ma è eccezzionale, dove l'hai scovato? Una voce così sarda è così mittleuropea, splendido. E poi è stata un'ottima idea inserire anche una voce maschile. Infine Ginevra di Marco, brava come sempre (magari qualche lezioncina di pronuncia...) più coro finale, senza accompagnamento musicale (mi sembra).
So che starai pensando "grazie del riassunto, lo sapevo da me come avevo arrangiato la canzone", ma il piccolo riepilogo mi serviva per spiegare quello che ho pensato subito dopo aver ascoltato la tua versione.
A parte l'emozione, grandissima, che ho provato, mi ha sorpreso la capacità si rendere attuale il pezzo. Si percepiscono echi antichi, le radici insomma, almeno per "Noi" sardi, e allo stesso tempo il possibile valore contemporaneo di questa preghiera, che emoziona e, tutto sommato, può essere condivisa anche da chi cattolico non è (io, ad esempio, non lo sono). Sarà per la "progressione" musicale (ecco... i termini tecnici musicali prendili con beneficio d'inventario, non sono esattamente una giornalista musicale!), sarà per l'alternanza delle voci, ma credimi, hai creato una versione pazzesca.
A rischio di passare per una tizia parecchio melensa (nonché logorroica) ti rinnovo i complimenti, stavolta "specifici", sono contenta di poter seguire la presentazione di ACAU su internet... anche se su Mtv, ma si sa, il nemico lo si combatte meglio dall'interno!
Un ultima cosa, a proposito del mio blog. Ti è piaciuto, mi scrivi, wow, sono onorata! Se vuoi linkarmi ti assicuro che non te lo impedirò... sarebbe un onore.
Serena notte, e a presto!
Claudia
http://diarioprecario.splinder.it
Ecco un estratto dell'interivista a Marok che potete trovare sul numero 574 del Mucchio Selvaggio, in edicola a partire da martedì 13 aprile… ciao, Sergio

Gianni Maroccolo
In perfetta “solitudine”
di Federico Guglielmi
Non è un mistero che A.C.A.U. sia in qualche modo legato al mare. Perché proprio il mare?
Il mare è l’altra metà, che ha fatto parte della mia vita tanto quanto la musica. Sono nato in Maremma ma sono andato subito in Sardegna, ho sempre vissuto sul mare e avrei voluto fare il marinaio. Poi le cose hanno preso un’altra piega.
E hai composto le musiche con l’intento di racchiudervi il concetto di “mare”?
Sì, l’idea era questa... Non è un caso che il disco abbia un andamento “ondeggiante”, con minime variazioni dei bpm, quasi a voler rispecchiare l’andirivieni delle maree. E poi c’è la ricerca della profondità.
Tutto fa però pensare a qualcosa di piuttosto passionale e istintivo, senza intellettualizzazioni.
No, assolutamente. Sono anni che ho una piccola casetta sul mare nella quale mi rifugio ogni volta che posso e il progetto dell’album si è sviluppato lì, mentre cercavo di impratichirmi nell’utilizzo dei computer applicati alla musica: sai, visto che la tecnologia va avanti e che io desidero continuare l’attività di produttore, non essere adeguatamente preparato non mi sembrerebbe giusto nei confronti di chi si rivolge a me. Durante questo proficuo “ritiro” sono venuti fuori, quasi senza che me ne accorgessi, i primi abbozzi di canzoni.
Però da qui a costruirci attorno un album...
Infatti io non ci pensavo: a darmi la spinta è stato Hector Zazou, che durante l’incisione di P.G.R. li ha voluti ascoltare e li ha apprezzati al punto che due pezzi, Ah! le monde e Krsna Pan Miles Davis e Coltrane, sono venuti fuori proprio da elaborazioni dei miei “provini”. È poi stato sempre Zazou a incitarmi a continuare e io l’ho fatto, stimolato dalla luce intermittente del faro che c’è di fronte alla mia bicocca e dal rumore della risacca.
Insomma, è stato un album più trovato che cercato.
In un certo senso è così. È il risultato di un momento, in cui ho dovuto rimettere in discussione molte cose, anche a causa di alcuni eventi che hanno avuto un peso notevole su di me: le difficoltà del Consorzio, sorte con l’acquisto della PolyGram da parte della Universal, e la successiva chiusura, la perdita di mio padre, lo scioglimento dei C.S.I....
Tutte cose negative: strano, allora, che dalle musiche traspaia tanta serenità.
È uno dei primi effetti della mutazione che è avvenuta e che è tuttora in atto dentro di me. Un processo che mi ha portato ad aprirmi all’esterno e a decidere di mettermi in gioco fino in fondo, dopo avere finora operato dietro le quinte in maniera riservata.
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